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Un cordiale saluto a tutti i concittadini.
Ho trovato, insoddisfacente la partecipazione a questa discussione, pensavo poteva essere di grande interesse, non per me, ma per il dibattito che si poteva intraprendere, a beneficio di tutti e speravo che su questo ottimo sito, potevano esserci persone ad animare la discussione.
Detto ciò, io ritengo interessante l'oggetto della discussione ed invito tutti a dire cosa pensa, non ritengo interessanti le risposte, vado a pretoro oppure fregheteve, alziamo il livello, l'argomento credo sia di grande interesse, perchè sappiate cittadini che chi governa un paese decide cose di grande interesse, cosa? Via il vecchio campo sportivo facciamo una zona edificabile. Nella Zona industriale riceviamo un'offerta di costruzione centrale a Biomasse, cosa diciamo all'imprenditore? vai altrove o parliamone. Quali terreni dovranno diventere edificabili, quali non più edificabili, quali potranno avere un aumento di cubatura.
Interessi enormi di cui un'amministrazione Comunale decide.
Un invito alla riflessione.
Ho trovato su internet un argomento che si può collegare all'oggetto della discussione.
Cordiali saluti.
Se un prete si candida sindaco
La capacità di parlare ai media
Qualche giorno fa qualcuno si chiedeva: se un prete si candida, che problema c'è? In fondo l'ha fatto don Luigi Sturzo e poi molto più modestamente don Gianni Baget Bozzo. Adesso don Andrea Bellavite. Anzi Andrea Bellavite. Non più il sacerdote, ma l'uomo che affronta una nuova sfida, che si mette al servizio degli altri. Ho conosciuto Andrea qualche anno fa a Gorizia per parlare delle possibili sinergie tra l'università e il giornale che dirigeva fino a qualche giorno fa: "Voce isontina". Subito ci siamo capiti e da allora abbiamo fatto molte cose insieme, scrivendo o parlando di pace, di giustizia, di carcere, ma molto anche di comunicazione, di giornali, di media. E qualche giorno fa a Gorizia, dopo aver presentato il mio ultimo libro "Infanzia, media e nuove tecnologie", mi ha confessato la proposta che gli avevano fatto di entrare in politica. Di candidarsi a sindaco con il centro-sinistra o con quel che resta, visto che Ds e Margherita hanno bruciato un bel po' di candidati. Mi ha guardato negli occhi sorridendo, come per cercare una risposta alla sua provocazione. «Da un esperto di comunicazione politica - mi ha detto ridendo - aspetto una risposta». La risposta che gli ho dato naturalmente non la scriverò in questo articolo, perché invece ha senso fare un ragionamento su come un prete spretato diventa un caso nazionale.
Andrea è un animale mediatico. Sa dove andare a parare. Sa dosare le parole. Sa coniugare contenuti e valori. Per esempio la sua prima dichiarazione da candidato è già pronta per il circo mediatico.
«Vedo - ha detto - questo mio nuovo impegno come una seconda chiamata e continuerò a vivere secondo il Vangelo, ma senza legare la mia figura alla mia veste sacerdotale». Parole che lasciano il segno, perché hanno la grande qualità che possono rimanere impresse. Del resto, il primo collaudo l'ex don l'aveva fatto quando l'assessore regionale Antonaz di Rifondazione comunista gli aveva conferito un incarico di consulenza per le politiche sulla pace. Chi meglio di lui? Eppure qualcuno trovò da ridire che un prete facesse il consulente di un comunista. Don Camillo e Peppone che si univano per parlare di pace. Quale scandalo! Don Andrea (allora lo era) riuscì ad arginare tutto. Rilasciò interviste dal "Manifesto" a "Famiglia cristiana". Anzi, fece di più. Riuscì finalmente a far parlare i media di pace, quando invece l'abitudine e le circostanze quasi quotidianamente li portano a parlare di violenza e di guerra.
Oggi Andrea Bellavite è uno dei possibili nove candidati a sindaco di Gorizia. E Ds e Margherita forse hanno già capito che i riflettori su di lui si sono accesi e difficilmente si spegneranno. Perché Andrea è uno che parla con il cuore e che non risparmia niente a nessuno. Come quando spiegò che se la Chiesa cerca amore non può discriminare gli omosessuali. Apriti cielo. In un periodo in cui parlare di Dico è complicatissimo lui da sacerdote, da direttore del giornale diocesano aveva deciso di percorrere una strada in salita. Il vescovo di Gorizia, De Antoni, gli rispose sul giornale e puntualizzò. Ma il messaggio passò. Andrea, da buon giornalista e comunicatore, aveva raggiunto il suo scopo. E quindi i suoi avversari politici dovranno, più che temere lui, temere la sua capacità di essere presente sui media. Se non altro perché è un giornalista. Sa cosa fa notizia e cosa invece è inutile dire, perché non interessa a nessuno.
Bellavite, pur non essendo un personaggio notissimo a livello nazionale, saprà attrarre l'attenzione per far parlare, più che di lui, dei problemi di Gorizia, della realtà di confine, di come questa città vive il presente, ha vissuto il passato e vivrà il futuro. Del resto, dopo la caduta del muro e l'apertura delle frontiere con la Slovenia, di Gorizia non si è parlato tantissimo. E un prete candidato a sindaco può trovare la giusta chiave di comunicazione e la giusta strategia, i linguaggi appropriati per convincere la gente.
Certo, la capacità comunicativa, il saper porgere gli argomenti, il saper parlare, il saper toccare il cuore della gente non è direttamente proporzionale al consenso. Sarà una campagna elettorale da studiare da vicino. Occorrerà vedere che materiale elettorale utilizzerà, quali manifesti, come farà i cosiddetti santini (ci riferiamo ai fac simili elettorali, niente a che vedere con la Chiesa), come cercherà di raggiungere i giovani attraverso Internet. Un suo collega che gli vuol bene, don Alberto De Nadai, un prete fortemente impegnato nel sociale, gli ha detto che il rischio più grosso che corre è quello «di rimanere solo». È vero, ma si può essere soli anche se circondati da tantissime persone. Andrea sa che gioca una partita difficile. Ma parte avvantaggiato. Rispetto a tutti gli altri candidati è l'unico che può vincere la battaglia sul piano mediatico. Lì non può fallire.
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