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Scritto da Maria Campitelli e Giovanna Mancini
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mercoledì 30 settembre 2009 |
Prestigioso concerto del “Maurizio Di Fulvio Trio”

Venerdì 25 settembre, nell’ambito del Fare Musica Frentania Festival 2009, presso il Teatro Comunale Di Loreto – Liberati, si è tenuto il concerto del “Maurizio Di Fulvio Trio”, patrocinato dal Comune di Castel Frentano.
Il Trio ha inciso il primo CD nel 2000 e da allora ha partecipato a numerose rassegne internazionali, soprattutto a festival di chitarra (che è lo strumento leader del Trio).
Il concerto di Castel Frentano si è tenuto dopo una lunga tournèe che ha toccato numerosi paesi, quali Giappone, Messico, Venezuela, Francia, Spagna, Germania, Croazia e Polonia. |
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Scritto da redazione
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venerdì 25 settembre 2009 |
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FARE MUSICA
Frentania Festival 2009
Venerdì 25 settembre ore 21.00
Castel Frentano - Teatro Comunale
Venerdì 25 settembre, alle ore 21.00, il teatro comunale “Di Loreto – Liberati” di Castel Frentano ospiterà un concerto del “Maurizio Di Fulvio Trio” nell’ambito della manifestazione FARE MUSICA Frentania Festival 2009.
Il ricco programma della serata prevede l’esecuzione di brani di Pat Metheny, Astor Piazzolla, Sting, Steve Wonder, Duke Ellington, Maurizio Di Fulvio, Antonio Lusi, e tanti altri.
Il trio è composto dallo stesso Maurizio Di Fulvio alla chitarra, Ivano Sabatini al basso, Walter Caratelli alle percussioni. |
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Scritto da Rosita Scaglione
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martedì 22 settembre 2009 |
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L’Aquila dei contrasti e della speranza
Nei mesi passati e in questi giorni, i mass-media hanno fortunatamente puntato i loro teleobiettivi sul terremoto che ha colpito L’Aquila e tanti altri comuni; la diffusione delle immagini e dell’informazione su così larga scala, il G8 e la costante attenzione del Governo, hanno fatto sì che tutto il mondo prendesse a cuore la nostra difficile situazione in un modo forse mai visto prima. Si è parlato molto del capoluogo abruzzese, dalla tragedia all’emergenza, dalle vittime al perduto patrimonio artistico e architettonico, ora si discute della ricostruzione, delle nuove case antisismiche, dell’arredamento dei nuovi appartamenti, persino delle lenzuola e del televisore che ognuno troverà nella sua nuova casa, ci si impegna ad inaugurare le strutture donate generosamente, a riaprire le scuole in tempo per il nuovo anno scolastico, tutte cose importantissime ed indispensabili, certo, ma profondamente materiali.
Osservando la gente, i loro volti, le loro reazioni a queste che comunque dovrebbero essere novità bellissime, mi sono chiesta: “perché tanto malcontento tra gli aquilani?”
Le persone sembrano essere entrate ormai in un vicolo cieco, alcuni non vogliono abbandonare le tendopoli in via di smantellamento per raggiungere gli alberghi nel teramano, motivano tale decisione con le difficoltà che incontrerebbero nel raggiungere il loro posto di lavoro aquilano percorrendo ogni giorno tanti chilometri, vogliono accontentarsi di vivere in tenda piuttosto che lasciare la città, non l’hanno fatto quel 6 aprile e non lo faranno ora… si barricano nel loro “personale” accampamento nonostante sia stato sospeso il servizio mensa e la pulizia dei wc chimici, oppure occupano illegalmente e pericolosamente le loro case inagibili… d’altro canto la Protezione Civile si impegna al massimo nel trovare un alloggio “conveniente” per tutti. A causa di questi problemi si è assistito a inopportune risse e liti violente fra gli stessi terremotati o con gli agenti di polizia. |
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Scritto da Rosita Scaglione
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domenica 13 settembre 2009 |
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Siamo arrivati al quinto articolo di Rosita Scaglione, che ci racconta con grande passione la difficile realtà aquilana del post terremoto. Ancora una volta un contributo lucidissimo che analizza ciò che i mass media non sempre raccontano.
L’Aquila: aspettando la normalità…
Cosa rappresenti per gli aquilani ormai la parola normalità è veramente difficile da definire. Forse dopo 5 mesi trascorsi nelle tende, nelle roulotte, nei container, e per i più “fortunati”, negli alberghi, a vivere una vita che non sembra la propria, normalità sarebbe anche il solo poter rimetter piede in casa, poco importa se la quotidianità verrebbe comunque totalmente stravolta dall’assenza di tutto ciò che si conosceva, strade, quartieri e negozi; ora non si sa nemmeno più dove “abitino” i propri amici, i conoscenti, dove siano collocati i diversi servizi, è come essersi trasferiti forzatamente in un’altra città per ricominciare lì tutta la vita, o quasi, da capo e con tutte le difficoltà del post-sisma! Ma nonostante tutto, con una casa in cui stare, anche questa assomiglierebbe alla normalità tanto attesa!
E mentre stress e tensione minano seriamente il benessere psico-fisico degli aquilani, pian piano le prime tendopoli cominciano ad essere smontate ed i volontari ripartono per le proprie regioni, le persone così vengono spostate (in base alle esigenze lavorative ed individuali) negli alberghi del comune di Teramo o all’interno delle caserme aquilane dove sono state sistemante tantissime strutture mobili, insomma ancora molta precarietà, ancora riadattamento, ancora attesa. |
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