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Cerimonia d'apertura dei Giochi del Mediterraneo PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni De Cesare e Francesca Marcone   
sabato 27 giugno 2009

 

Cerimonia di apertura dei Giochi del Mediterraneo
 

Se fino a ieri la data recente che l’opinione pubblica associava all’Abruzzo era quella del 6 aprile 2009, d’ora in poi la nostra regione sarà ricordata anche per il 26 giugno 2009, che resterà memorabile per quanti hanno assistito alla spettacolare cerimonia di apertura dei XVI Giochi del Mediterraneo.
La struttura narrativa della serata è stata ampiamente improntata al ricordo di L’Aquila e dei suoi eroi, sin da suo inizio affidato alla squadra di L’Aquila Rugby, con l’intento di voler diventare una nuova data-simbolo della voglia di voltare pagina e ripartire dopo il sisma e le sue tremende conseguenze.

 

La cerimonia, così com’era sta immaginata prima della fatidica data del terremoto, è continuata con una festa animata da gruppi di majorettes, tamburi, trombe, fiamme e sbandieratori. A chiudere, la parata enogastronomica italiana (con spaghetti e pomodori “personificati”) e l'omaggio alla Mascotte dei XVI Giochi del Mediterraneo, dal “pescaresissimo” nome di A'uä!
L'ingresso nello stadio della bandiera italiana è stata l’occasione per un secondo tributo ai corpi speciali, agli eroi d'Abruzzo e del sisma. Il personaggio scelto per simboleggiare la storia e lo spirito di Pescara è stato Gabriele D'Annunzio, impersonato da Alessandro Haber con, al suo fianco, l'etoile dell’Operà di Parigi, Eleonora Abbag­nato, nei panni di Eleonora Duse..
Il cuore della serata è stata la parata degli atleti delle 23 Nazioni partecipanti ai Giochi, accolte tutte molto calorosamente. La Grecia (che, con Volos, riceverà il testimone da Pescara per l’edizione dei Giochi del 2013) ha aperto la sfilata, continuata con tutti gli altri Paesi in ordine alfabetico ad eccezione dell’Italia, nazione ospitante che l’ha chiusa. L’uscita dall’ingresso di maratona del pugile olimpionico Roberto Cammarelle, annunciato portabandiera italiano che ha aperto la numerosissima delegazione italiana, ha generato un tripudio difficilmente immaginabile da chi non era allo stadio.
Ad accogliere gli atleti, l’arrivo di una “astronave” che, una volta atterrata, si è trasformata in una coreografia acrobatica dedicata al Guerriero di Capestrano, simbolo per antonomasia della cultura abruzzese, ma anche una delle più antiche immagini della civiltà mediterranea. Sul palco, ad impersonare il "mare" con una coreografia di massa, c’era la chietina Fabrizia D'Ottavio (campionessa del Mondo e vicecampionessa olimpica con la nazionale italiana di ginnastica ritmica) ed il suo team.
Si è passati poi ai discorsi ufficiali, con le autorità ad alternarsi sul podio. L’abruzzese Mario Pescante, Commissario Governativo Straordinario dei XVI Giochi, ha fatto gli onori di casa, ricordando i valori alla base della nascita dei Giochi, voluti per accomunare le nazioni mediterranee, così differenti per culture e tradizioni, nella pace che, nello sport, si esprime nel considerare l’atleta che indossa un’altra maglia e difende i colori di un altro paese è solo un avversario per qualche minuto o qualche secondo, ma mai un nemico!”. Il Presidente del Comitato Internazionale dei Giochi del Mediterraneo, Amar Addadi, ha dimostrato di aver compreso appieno lo spirito orgoglioso abruzzese, desideroso di superare tutte le difficoltà, esprimendosi in dialetto pescarese nel motto “pecchè nù seme nù!”. Il Presidente del Comitato Internazionate Olimpico, Jacques Rogge, ha preceduto l’apertura ufficiale dei Giochi, decretata dall’emozionato Presidente del Senato della Repubblica Italiana, Renato Schifani.
Otto atleti abruzzesi di varie epoche (tra cui Jarno Trulli, Danilo Di Luca, Antonio Tartaglia) hanno accompagnato l'ingresso della Bandiera dei Giochi ed Eleonora Lo Bianco (capitana della nazionale italiana di pallavolo) ha avuto l’onore di rappresentare tutti gli atleti nel giuramento ufficiale.
La parte conclusiva della serata era incentrata sulla “cerimonia dell’Acqua”, durante la quale l’acqua portata da bambini provenienti da tutte le nazioni partecipanti è stata simbolicamente mischiata un un’unica anfora, nella quale era stata già versata quella aquilana, raccolta dalla “fontana delle 99 cannelle”. La performance musicale di Eros Ramazzotti ha introdotto l’ultimo simbolo della cerimonia: una coreografia acrobatica che ha composto in scena un luminoso albero d'ulivo, simbolo di pace. La canzone che ha chiuso la cerimonia è stata l’ormai celeberrima “Domani 21-04-09”, nata dalla volontà di Jovanotti di radunare 56 musicisti italiani per incidere un brano il cui ricavato verra’ devoluto per ricostruire il Conservatorio “Alfredo Casella” e ilteatro Stabile de l’Aquila.
E’ terminata così una serata memorabile per tutti coloro che l’hanno vissuta, in grado di poter diventare essa stessa il simbolo di una ripartenza oggettivamente non facile. Un elogio speciale va a Marco Balich, produttore e regista della cerimonia.
La complessa macchina organizzativa che, sin dall’assegnazione dei Giochi a Pescara, aveva subito numerose battute d’arresto, ha “retto l’urto della prova”, pur evidenziando diverse lacune.
 
Giovanni De Cesare
Foto: Francesca Marcone
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