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1 - Il nuovo mondo PDF Stampa E-mail
Scritto da Elita Di Loreto   
martedì 07 agosto 2007

 Arrivando all'aeroporto di Pechino dopo quasi 24 ore di viaggio, tra  scalo a Vienna e fuso orario, la prima cosa che colpisce è senza dubbio il miscuglio di odori che attraversa le mie narici. Non se ne riesce a capire la provenienza, ma si tratta di qualcosa talmente forte da dare la nausea. 
 

Tra visi sconosciuti e parole per me senza significato, realizzo di essere dall'altra parte del mondo e mi rendo conto di essere davvero fortunata ad avere avuto la possibilità di esserci arrivata. Nella mia mente inizia la fase dei quesiti e, guardandomi intorno, mi viene spontaneo chiedermi: "Ma quanti sono questi cinesi?".
L'ultimo censimento ha visto registrati un miliardo e trecento milioni di persone che approssimativamente dovrebbe corrispondere ad un quinto della popolazione mondiale, ma se ne possono contare molti di più se si pensa alle condizioni primordiali delle campagne, e alle politiche vigenti in relazione alla crescita demografica che limitano la legalità della procreazione ad un solo figlio per coppia.

 


Ad aspettarmi all'uscita del gate dell’aeroporto, c'è l'autista dell'università'con un cartello piuttosto grande con su scritto "DI LORETO XIAOJIE" che  tradotto significa "La signorina Di Loreto". L'idea di salire in un’auto scura con uno straniero, lontana da casa e con la consapevolezza che la conoscenza linguistica è ancora limitata mi inquieta. Vengo subito rassicurata  quando, dall'altro lato della cornetta, una voce femminile che parla un inglese approssimativo mi da' il benvenuto e mi comunica che in poco più di mezz'ora raggiungerò il campus universitario.
Inizia così la mia nuova avventura...
Sono qui da ormai due settimane e, nonostante la buona volontà, mi riesce ancora difficile abituarmi a differenze culturali così forti. Le mie orecchie stanno imparando a non fare più caso al famoso "risucchio", tanto bandito dal galateo di Giovanni Della Casa, che invece è tipico di chi apprezza la bevanda che sta degustando; e non rido piu' con  un'espressione di stupore quando sento qualcuno nei ristoranti o per strada “digerire” apertamente senza chiedere scusa. Sto anche imparando ad evitare i numerosi sputi lungo le strade e a non giudicare negativamente chi li emette con orgoglio.
Verrebbe da pensare di essere atterrata in un mondo di zozzoni, invece il percorso di studi che mi accingo a terminare mi ha insegnato che tutto ciò che è diverso non è sbagliato, ma culturalmente distante da noi e, proprio per questo, interessante da scoprire...

Elita Di Loreto

 

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