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L’Aquila: aspettando la normalità… PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosita Scaglione   
domenica 13 settembre 2009
Siamo arrivati al quinto articolo di Rosita Scaglione, che ci racconta con grande passione la difficile realtà aquilana del post terremoto. Ancora una volta un contributo lucidissimo che analizza ciò che i mass media non sempre raccontano.

L’Aquila: aspettando la normalità…
 
nuove strutture in costruzione a L'AquilaCosa rappresenti per gli aquilani ormai la parola normalità è veramente difficile da definire. Forse dopo 5 mesi trascorsi nelle tende, nelle roulotte, nei container, e per i più “fortunati”, negli alberghi, a vivere una vita che non sembra la propria, normalità sarebbe anche il solo poter rimetter piede in casa, poco importa se la quotidianità verrebbe comunque totalmente stravolta dall’assenza di tutto ciò che si conosceva, strade, quartieri e negozi; ora non si sa nemmeno più dove “abitino” i propri amici, i conoscenti, dove siano collocati i diversi servizi, è come essersi trasferiti forzatamente in un’altra città per ricominciare lì tutta la vita, o quasi, da capo e con tutte le difficoltà del post-sisma! Ma nonostante tutto, con una casa in cui stare, anche questa assomiglierebbe alla normalità tanto attesa!
E mentre stress e tensione minano seriamente il benessere psico-fisico degli aquilani, pian piano le prime tendopoli cominciano ad essere smontate ed i volontari ripartono per le proprie regioni, le persone così vengono spostate (in base alle esigenze lavorative ed individuali) negli alberghi del comune di Teramo o all’interno delle caserme aquilane dove sono state sistemante tantissime strutture mobili, insomma ancora molta precarietà, ancora riadattamento, ancora attesa.
nuove strutture in costruzione a L'AquilaLe nuove case antisismiche però sono già quasi completate, arredate di tutto punto, non sgradevoli esteticamente e soprattutto sicure, seppur situate molto fuori rispetto alla città. Man mano che saranno pronte, verranno consegnate in base ad una graduatoria stilata sulla base di veri e propri punteggi assegnati per le caratteristiche specifiche di ciascun nucleo familiare! Come è normale, si è scatenata già da tempo la corsa ad accaparrarsi il maggior punteggio possibile in maniera da avere un alloggio assicurato almeno per novembre; più famiglie infatti si sono unite tra loro così da formare uno stesso nucleo…. ovviamente dovranno però dividersi il medesimo appartamento… ma perchè non accettare qualche compromesso se questo può significare avere un tetto sicuro sulla testa? Dopo aver attraversato davvero momenti di assoluto disagio, questi sembrano solo piccoli inconvenienti agli occhi di chi ormai davvero non ne può più di vivere nell’incertezza!
Intere zone, ORA e solo ORA, sono state dichiarate non edificabili a causa delle enormi faglie che le attraversano (dopo averlo purtroppo sperimentato sulla pelle delle circa 300 persone che non ci sono più), questi quartieri verranno interamente rasi al suolo, tanti spazi dove sorgevano palazzi di tre e più piani, ora non potranno ospitare nemmeno case di un solo piano, al loro posto verranno create zone verdi!!!
Le scuole, che sono incredibilmente quasi tutte crollate o gravemente lesionate, si stanno spostando in strutture chiaramente “provvisorie” (ma sono poi davvero provvisorie?) sistemate in terreni comunali o espropriati. Gli uffici postali, le banche e le farmacie, se dichiarate agibili, cominciano ad essere rimesse in funzione; in caso contrario trovano sistemazione in container disseminati in città. Tutto nuovo insomma, tutto ancora da conoscere, da vedere, una nuova città da scoprire che bisogna imparare ad apprezzare, senza più ripensare a com’era, senza sottoporla ad un improbabile confronto con ciò che c’era prima… bisogna anzi ringraziare di esserci ancora e di essere stati aiutati ad affrontare l’emergenza. Ed ora, quando tutti i volontari e le forze dell’ordine saranno andati via, quando si ritornerà a scuola e L’Aquila dovrà reggersi sulle proprie gambe, avremo la vera grande prova da superare: torneranno a scuola tutti i bambini? Che ne sarà dell’Ateneo aquilano? Le famiglie che si trovano fuori città in attesa di alloggio si sacrificheranno viaggiando avanti e indietro attraverso il traforo del Gran Sasso pur di studiare e lavorare a L’Aquila o cederanno alla voglia di rimanere nelle zone che li hanno ospitati fino ad ora?
I giorni che vanno dal 20 al 30 settembre saranno decisivi, si tornerà a scuola, prenderanno il via i corsi universitari e verranno consegnate le prime case… attendiamo fiduciosi buone notizie!!!
 
Rosita Scaglione
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