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L’Aquila dei contrasti e della speranza PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosita Scaglione   
martedì 22 settembre 2009
L’Aquila dei contrasti e della speranza
 
Nei mesi passati e in questi giorni, i mass-media hanno fortunatamente puntato i loro teleobiettivi sul terremoto che ha colpito L’Aquila e tanti altri comuni; la diffusione delle immagini e dell’informazione su così larga scala, il G8 e la costante attenzione del Governo, hanno fatto sì che tutto il mondo prendesse a cuore la nostra difficile situazione in un modo forse mai visto prima. Si è parlato molto del capoluogo abruzzese, dalla tragedia all’emergenza, dalle vittime al perduto patrimonio artistico e architettonico, ora si discute della ricostruzione, delle nuove case antisismiche, dell’arredamento dei nuovi appartamenti, persino delle lenzuola e del televisore che ognuno troverà nella sua nuova casa, ci si impegna ad inaugurare le strutture donate generosamente, a riaprire le scuole in tempo per il nuovo anno scolastico, tutte cose importantissime ed indispensabili, certo, ma profondamente materiali.
Osservando la gente, i loro volti, le loro reazioni a queste che comunque dovrebbero essere novità bellissime, mi sono chiesta: “perché tanto malcontento tra gli aquilani?”
Le persone sembrano essere entrate ormai in un vicolo cieco, alcuni non vogliono abbandonare le tendopoli in via di smantellamento per raggiungere gli alberghi nel teramano, motivano tale decisione con le difficoltà che incontrerebbero nel raggiungere il loro posto di lavoro aquilano percorrendo ogni giorno tanti chilometri, vogliono accontentarsi di vivere in tenda piuttosto che lasciare la città, non l’hanno fatto quel 6 aprile e non lo faranno ora… si barricano nel loro “personale” accampamento nonostante sia stato sospeso il servizio mensa e la pulizia dei wc chimici, oppure occupano illegalmente e pericolosamente le loro case inagibili… d’altro canto la Protezione Civile si impegna al massimo nel trovare un alloggio “conveniente” per tutti. A causa di questi problemi si è assistito a inopportune risse e liti violente fra gli stessi terremotati o con gli agenti di polizia.
Tantissime famiglie inoltre, sono praticamente divise da più di cinque mesi, mogli e figli sulla costa ed i mariti a lavorare a L’aquila arrangiati per la notte nel miglior modo possibile, ospiti nelle poche case agibili, o accampati nei pressi delle loro abitazioni; queste donne e questi uomini stanno mettendo il loro matrimonio a dura prova ma tantissimi tra loro non sono riusciti a trovare il giusto equilibrio e si sono separati, come se non fossero bastate le difficoltà già affrontate ora falliscono i legami perché non si ha più né il modo né il tempo di prendersi cura dell’altro…davvero una tragedia dopo l’altra…è sconcertante!
Tanta gente con la casa in perfette condizioni, dove il sisma non sembra essere passato, non può metterci piede né potrà farlo a breve perché gli edifici intorno sono da demolire o rischiano di crollare… queste famiglie devono tener duro e trovare la forza di andare avanti, anche se quelle case sono il frutto dei sacrifici di una vita ed anche se a volte il lavoro non c’è più.
Poi ci sono quelli che, pur di lavorare, aprono attività senza averne la licenza, occupano spazi impropriamente e vedono mettere (giustamente) dalla Guardia di Finanza, sigilli e transenne ai loro esercizi contribuendo a rendere l’aspetto di questa città ancora più apocalittico.
E vogliamo parlare dei negozianti che dopo aver ottenuto l’agibilità oltre la fatica fatta per ri-allestire i loro locali, dopo pochi giorni sono costretti a chiudere (ancora una volta!) perché in realtà da un’ulteriore perizia emerge che le crepe presenti su quei fabbricati sono pericolosissime?
Inoltre non dimentichiamo i soliti opportunisti che pur avendo una o più abitazioni agibili pretendono (e magari ottengono) che sia consegnata loro una casa…o di coloro che non vogliono far riallacciare il gas in casa per continuare a sfruttare gli alberghi sulla costa o di quei commercianti che riaprono illegalmente i loro negozi in edifici gravemente danneggiati incuranti dei pericoli che corrono loro stessi e gli ignari clienti…questo ha del vergognoso!
Tutto ciò non è semplicemente il post-sisma, tutto questo rappresenta piuttosto l’insospettabile conseguenza del sisma sotto ogni suo aspetto…materiale, economico, emotivo e sociale…; ma in questo universo di sentimenti contrastanti e di fortissime emozioni per fortuna c’è anche L’Aquila positiva, quella che gioisce commossa e infinitamente grata perché ha ottenuto l’assegnazione di un appartamento antisismico, quella che non si chiude in se stessa, quella che manda sempre avanti il cuore, quella che non ha permesso al terremoto di portarle via l’onestà, il buon senso, la civiltà e soprattutto la speranza!
 
Rosita Scaglione
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