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Peregrinatio dell'urna di San Pietro Celestino PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo Salvatore   
domenica 13 dicembre 2009
  Peregrinatio dell'urna di San Pietro Celestino

Da agosto di quest'anno a quello del prossimo, la CEAM (Conferenza Episcopale Abruzzese Molisana) ha deciso di istituire uno speciale Anno Celestiniano, in occasione degli 800 anni dalla nascita di S. Pietro Celestino, stimata dagli storici tra l'anno 1209 e 1215.
Questo Santo, forse poco conosciuto nelle nostre zone, è caro ai molisani perché ivi è nato e agli abruzzesi perché qui è stato eremita ed incoronato papa.
Per questa ricorrenza l'Urna con le spoglie mortali del Santo sta facendo una Peregrinatio per le Diocesi d'Abruzzo e Molise. Questo Pellegrinaggio è iniziato da Sulmona e passerà per tutte le Diocesi. Dopo essere stata a Chieti e a Teramo, l'urna del Santo ora si trova nella nostra Diocesi e vi rimarrà per tutto il mese di dicembre: prima nella Cattedrale di Lanciano e poi in quella di Ortona. Tutti i fedeli sono invitati a venerare le reliquie del Santo, le Parrocchie lo faranno comunitariamente osservando turni prestabiliti. La nostra comunità parrocchiale avrà modo di pregare e venerare il Santo il giorno 17 dicembre nella Cattedrale di Lanciano dalle ore 17:30 in poi, assieme alla Parrocchia di S. Maria Maggiore di Lanciano. Le due comunità canteranno insieme i Vespri e animeranno una Messa solenne in onore di San Pietro Celestino.
S. Pietro Celestino, come detto, nacque in Molise, molto probabilmente in provincia di Isernia, all'inizio del XII sec. Ben presto decise di diventare monaco tra i benedettini di S. Maria di Faifoli. Dopo un breve periodo in Monastero scoprì la sua vocazione nella vita eremitica. Si ritirò, quindi, presso il Monte Morrone, sulla Maiella e per questo motivo sarà chiamato “Pietro da Morrone”.
Dopo l'ordinazione sacerdotale, avvenuta a Roma nel 1241, tornò alla vita eremitica sul Morrone. Fino al 1294 si spostò da un luogo all'altro della Maiella per ottenere la pace e il silenzio necessari alla sua scelta di vita. Nel frattempo fondò l'Ordine dei Fratelli dello Spirito Santo che diventarono ben presto molto numerosi.
Dal 1292 la Chiesa era senza un papa a causa dell'indecisione dei cardinali. Grazie all'intervento di uno di essi (il cardinal Malabranca, amico di fra Pietro), ad una lettera inviata al Conclave dallo stesso eremita e alle sollecitazioni di re Carlo II d'Angiò, re di Napoli, i cardinali, riuniti a Perugia, elessero come papa, nel 1294, l'umile eremita abruzzese. Il frate accettò l'elezione al papato più per obbedienza che per vocazione. Per influenza del re Carlo d'Angiò Pietro venne incoronato papa, il 29 agosto 1294, nel Regno di Napoli, a L'Aquila, presso la Basilica di S. Maria di Collemaggio, fatta costruire anni addietro dallo stesso eremita. Il nuovo papa, come primo atto del suo breve pontificato, concesse l'Indulgenza Plenaria a tutti coloro che avrebbero visitato la Basilica dove era stato consacrato. Il ricordo di questo gesto viene tuttora celebrato annualmente a L'Aquila con il nome di Perdonanza Celestiniana.
Il nuovo papa, che si volle chiamare Celestino V, non si insediò a Roma ma si recò, sotto la protezione del re Carlo, a Castel Nuovo di Napoli. Durante il suo pontificato rafforzò l'ordine da lui fondato e nominò altri 13 cardinali. Il povero papa, abituato alla povertà, all'umiltà e alla preghiera, non era avvezzo al fasto della corte pontificia, per questo si fece costruire una cella nel castello per poter pregare meglio. Quindi, dopo solo quattro mesi di papato, decise di rinunciare all'onore e alla dignità del papato per motivi di anzianità, salute e per la consolazione della vita di prima nell'eremo. Celestino abdicò (primo e ultimo papa della storia a farlo) e il Conclave elesse, undici giorni dopo, papa Bonifacio VIII. Il successore di Pietro da Morrone, per evitare che nella Chiesa si creassero confusioni, decise di imprigionare l'eremita nel Castello di Fumone dove vi rimase fino al 5 maggio 1296, data in cui salì al cielo dopo aver celebrato l'ultima messa.
L'umile eremita della Maiella fu riconosciuto Santo da papa Clemente V il 5 maggio 1313 con il nome di San Pietro Celestino. Le sue spoglie furono portate nella Basilica di Colemaggio nel 1327 e vi riposarono fino al terremoto che ha sconvolto L'Aquila nell'aprile di quest'anno.
La vicenda umana di Pietro da Morrone è storicamente molto dibattuta per un banale errore di interpretazione di un verso della Divina Commedia: Pietro, infatti, è conosciuto dai più come “colui che fece per viltade il gran rifiuto”. Tuttavia a torto si ritiene che Dante Alighieri si riferisse a Pietro Celestino poiché certamente lo scrittore non avrebbe potuto collocare un Santo (Pietro era stato elevato agli onori dell'altare già da sei anni) nell'Inferno e, in ogni caso, perché Pietro Celestino non rifiutò il papato (accettò infatti l'elezione papale), ma abdicò.
In ogni caso, senza prodigarci ulteriormente in questioni già tanto dibattute, guardiamo con ammirazione a questo Santo della nostra Terra che visse in unione con Dio attraverso la preghiera e la solitudine e che fece non “per viltade”, ma “per amore” il gran rifiuto.

Angelo Salvatore
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