| Intervista a Luciana Ceroli, coautrice del volume "L'Arte Divina" |
|
|
|
| Scritto da Annalisa Di Blasio | |
| martedì 19 gennaio 2010 | |
|
Intervista a Luciana Ceroli coautrice, con Antonio Allegrini, del volume “L’Arte Divina”
Nello scorso ottobre Antonio Allegrini e Luciana Ceroli hanno presentato, presso il Teatro Comunale “Di Loreto-Liberati” di Castel Frentano, il libro “L’Arte Divina” ed. Orient Express, 2009 (vedi l’articolo relativo: http://www.castelfrentano.net/content/view/1328/118/ ), un “viaggio interiore alla scoperta del trascendente che da secoli è svelato attraverso l’icona che è espressione del messaggio cristiano e luogo della Presenza Divina”.
Torniamo sull’argomento con un’intervista a Luciana Ceroli, che ci racconta altri particolari di questo lavoro "a quattro mani".
Ho conseguito la laurea in Filosofia presso l’Università “G. D’Annunzio” di Chieti e insegno nella Scuola Primaria. Sono sempre stata affascinata dall’arte in tutte le sue forme per questo ho intrapreso un viaggio interiore alla scoperta della simbologia, delle tecniche e dei significati sottesi all’arte sacra che da sempre ha destato la mia curiosità.
Spesse volte mi è capitato di scoprirmi davanti alle icone, rapita dalla loro particolare bellezza, con aria interrogativa alla ricerca di risposte. Il loro insito valore storico, artistico e spirituale ha sempre stuzzicato la mia attenzione e la volontà di scoprire i segreti di quest’arte sacra ha orientato i miei passi. Accostarsi alla comprensione delle icone equivale ad aprire una finestra sull’assoluto.
L’iconografo non esprimere il suo pensiero perchè l'icona non è la lettura soggettiva di un evento sacro che fa l'artista, come nell'arte sacra occidentale, non è interpretazione personale dei colori, ma è il disvelarsi della presenza di Dio. Le icone rappresentano la trasposizione per immagini della parola rivelata perciò bisogna attenersi ai canoni della tradizione.
Mentre in Occidente l'artista nel rappresentare la storia sacra ne immortala un frammento e grazie alla sua genialità il sacro diviene arte, perché è la mano dell'artista che dà nuova dignità alla materia, nell'icona l'artista rimane nascosto, addirittura, per umiltà, non firma neanche la sua opera. All’iconografo non interessa imitare la realtà, ma svelarne la sostanza.
L'iconografo, quindi, annuncia attraverso il dipinto ciò che la Sacra Scrittura annuncia con la parola.
Ho sempre pensato che la vita fosse l’arte degli incontri e questo libro in particolare è nato dall’incontro con Tonino Allegrini che io nella mia vita ho avuto il piacere di incontrare più volte e sempre in ruoli e contesti diversi.
Ho incontrato la prima volta Tonino quando avevo 7-8 anni tra i banchi di scuola, perché Tonino è stato il mio maestro… poi l’ho incontrato di nuovo dopo circa vent’anni sempre a scuola, ma questa volta come collega… dopo qualche anno ancora, invece, ho incontrato l’editore, lo scrittore e soprattutto l’amico. Un amico con il quale ho scoperto di avere una grande passione comune: le icone. L’incontro con Tonino mi ha avvicinato alle risposte che da tanto tempo cercavo. Ho imparato molto da lui e forse non lo ringrazierò mai abbastanza per la grande opportunità che mi ha dato. Tonino mi ha seguito negli studi con profonda generosità, grande umiltà e affetto paterno e pur essendo lui il maestro non è mai salito in cattedra.
Antonio Allegrini e Luciana Ceroli avevano presentano la loro innovativa opera “L’arte divina. L’icona viaggio nei luoghi dell’anima” in un teatro gremito di spettatori. I due autori, supportati dagli innumerevoli ospiti che hanno lodato ampiamente il loro lavoro, avevano proposto alla cittadinanza un libro che parla di un’opera d’arte insolita e poco studiata se non dagli addetti ai lavori: l’icona.
Il libro, come affermava l’intervento del professor Verratti, colma una lacuna profonda della bibliografia esistente ed è, infatti, proprio questo l’intento degli autori dell’opera: far conoscere alla gente comune la magia che una raffigurazione iconografica può suggerire. Nell’icona niente è lasciato al caso, e al contrario delle altre comuni opere d’arte, l’artista non può mostrare tutto il suo estro. L’icona è un’opera suggerita da Dio e come tale non può permettersi che le passioni, le inclinazioni e i desideri dell’artista che la scrive vengano evidenziate. La musica di Vincenzo Rulli e Emanuele Filoso, accompagnati dalla celestiale voce di Maria Ceroli avevano intermezzato ogni intervento degli ospiti. Secondo il professor Verratti l’opera avrebbe un significato ulteriore: riconciliare gli ortodossi con i cattolici.
Annalisa Di Blasio foto: Giovanni De Cesare |
| < Prec. | Pros. > |
|---|