| Natale 2009 a L’Aquila |
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| Scritto da Rosita Scaglione | |
| domenica 03 gennaio 2010 | |
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Natale 2009 a L’Aquila
Nell’immaginario collettivo la visione del Natale è sempre legata allo sfavillio magico delle luci nelle strade e nelle piazze cittadine, alle vetrine dei negozi allestite con cura e sfarzo, agli abeti “vestiti” di luce e colore, a Babbo Natale con tanto di campana e canzoncine di accompagnamento, alla frenetica corsa agli acquisti dei regali, alle tavole imbandite con i colori che ricordano i doni dei Re Magi a Gesù bambino…oro, argento, rosso…!
Chiunque abbia avuto la fortuna, in passato, di passeggiare nelle strade del centro storico aquilano addobbato in occasione del Natale, ne sarà rimasto senza alcun dubbio affascinato, non c’era angolo che non fosse minuziosamente sistemato “a festa”; camminare negli stretti vicoli tra gli innumerevoli e graziosi negozi, tra un presepe e l’altro delle tantissime chiese, tra le grandi fontane ricoperte di ghiaccio a causa del freddo pungente, era come immergersi totalmente in un’atmosfera così incantata e serena da sembrare di essere in un sogno…!
Questa volta attraverso le parole non si riesce davvero a descrivere che cosa, L’Aquila che non c’è più, abbia perso a causa del terremoto, i nuovi quartieri sono bellissimi e moderni, ma non hanno nulla a che vedere con la magia dei grandi palazzi medievali. Niente luminarie nelle strade, solo poche lucine azzurre a delimitare quello che fu il perimetro della Casa dello Studente, nessun addobbo alle finestre, nessuna voglia di festeggiare con botti e cenoni, troppi i lutti nei cuori di tanti e troppi gli aquilani ancora senza alloggio, persino a scuola le tipiche recite di Natale hanno ceduto il passo a piccoli cori dai toni miti e velati di malinconia.…e a poco serve il faticoso tentativo del centro commerciale di “sostituirsi” alla città ospitando alcuni del negozi crollati e sfoggiando parature e alberi di Natale.
Nei deserti vicoli cittadini sconvolti dal sisma e “imprigionati” da milioni di tubi d’acciaio per la messa in sicurezza, nemmeno la corrente elettrica, il silenzio interrotto solo dal vento e dal sordo battere delle finestre nelle case semidistrutte…!
Le iniziative a sostegno dei terremotati sono ancora numerose ed anche se siamo immensamente grati per tutta la generosità che arriva da ogni angolo del Paese, niente e nessuno potrà rendere a L’Aquila quel fascino indescrivibile che solo 9 mesi fa sembrava poter essere eterno...ma la frase, che a denti stretti, si è fatta strada negli animi dal 6 aprile ad oggi è che si deve andare avanti e guardare al futuro con positività e speranza…e allora Buon Natale comunque a tutti gli aquilani e a tutti coloro che, in qualche modo, ci sono vicini.
Rosita Scaglione |
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