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Emilio Nasuti: "La centrale di Paludi non si farà!" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni De Cesare   
domenica 28 febbraio 2010
 Emilio Nasuti: “La centrale di Paludi non si farà!”
 


“La centrale non si farà! Il progetto, così come è stato presentato, non ha i piedi per camminare”. L’affermazione netta del consigliere regionale Emilio Nasuti non lascia adito a dubbi e sembra sciogliere la tensione dell’assemblea.
Oltre 300 cittadini hanno affollato la palestra comunale di via De Gasperi nel tardo pomeriggio di venerdi 26 febbraio per l’incontro promosso dall’Amministrazione comunale di Castel Frentano, in collaborazione con la Provincia di Chieti, sul tema della realizzazione dell’impianto a biomasse in contrada Paludi a Castel Frentano e sul tema delle energie rinnovabili quali forme di sviluppo.
E’ Patrizia De Santis, Sindaco di Castel Frentano, ad aprire la discussione, ripercorrendo il lungo iter procedurale che, partendo dalla richiesta di realizzazione dell’impianto a biomasse nel territorio castellino, ha coinvolto l’Amministrazione comunale sulla opportunità di concederne l’autorizzazione e sui necessari pareri tecnici preventivi, tra i quali quelli richiesti alla ASL di Lanciano non ancora pervenuti.


Il tema della centrale a biomasse era stato uno di quelli più dibattuti nella campagna elettorale della scorsa primavera e lo stesso Sindaco aveva annunciato in quella occasione che, prima di giungere ad una decisione definitiva, la cittadinanza sarebbe stata consultata in un’apposita assemblea.
Molte sono le personalità e gli esperti presenti: Antonio Di Nunzio, Direttore dell’A.L.E.S.A., Tommaso Pagliani, dell’Istituto di ricerche “Mario Negri Sud”, Emilio Nasuti, Consigliere Regionale e Presidente della Commissione Bilancio presso la Regione Abruzzo, Nico Campitelli, Assessore all’urbanistica della Provincia di Chieti. Nelle prime file dei convenuti sono presenti i consiglieri comunali di maggioranza e minoranza, il Sindaco di Sant’Eusanio del Sangro, Domenico Carulli, rappresentanti dei “Verdi” e del neocomitato che si oppone alla centrale di Paludi.    
Il secondo intervento è proprio quello del consigliere regionale Emilio Nasuti, che era stato coinvolto in prima persona dalla richiesta di realizzazione della centrale sin da quando era Sindaco. L’amministrazione comunale di Castel Frentano, non contraria a priori all’impianto a biomasse, ha dovuto motivare la propria decisione (che, alla fine, è stata negativa) con una serie di pareri tecnici. Determinante, in tal senso, è stata la consulenza dell’Istituto Mario Negri Sud che, come dichiarato da Tommaso Pagliani, aveva segnalato l’anomala assenza di aree di stoccaggio nel progetto della centrale che avrebbe dovuto avere ampi spazi per accogliere il legname, proveniente da potature, da utilizzare per la pirogassificazione (trasformazione in energia tramite gassificazione). Ma ancora più sospetta, ha aggiunto Pagliani, è stata l’introduzione (con una variante al progetto presentato in sede di conferenza di servizi) di nuovi “codici” (ogni “codice” corrisponde ad un elemento da introdurre per alimentare la centrale) che “rischiavano di trasformare la centrale a biomasse in qualcos’altro”.
Il sindaco di Sant’Eusanio del Sangro, Domenico Carulli, direttamente interessato all’esito della vicenda poiché l’area in cui sarebbe dovuta sorgere la centrale è a ridosso del confine con il territorio comunale di Sant’Eusanio, si è detto soddisfatto delle decisioni prese, esprimendo anche una comunione d’intenti che va oltre la divisione degli schieramenti: “la salvaguardia del territorio non ha una connotazione politica”. Carulli aggiunge un unico appunto: “forse la procedura poteva essere più partecipativa”, riprendendo un tema già sollevato da Nadia Carosella, capogruppo di minoranza al Comune di Castel Frentano, che era intervenuta lamentando l’assenza di risposte a richieste di documentazione specifica.
Nasuti ha ribadito che: “la comunicazione è stata fatta soprattutto sulla contrada, in base alle poche carte che avevamo a disposizione”. Il consigliere regionale castellino si è soffermato a lungo sul suo immutato attaccamento al territorio e sulla volontà di continuare a preservarlo: “Nonostante qualcuno mi abbia definito un marziano, io abito e, fino a quando il buon Dio non vorrà riprendermi, abiterò a Castel Frentano”, sottolineando il suo disappunto verso coloro che avevano dubitato circa la sua volontà di opporsi ad una eventuale centrale pericolosa, preferendo cercare altri referenti che perorassero questa causa in Regione.
Maria Lucia Santarelli, esponente dei Verdi, è intervenuta a proposito dicendo: “Siamo stati interpellati perché su questo tema c’è molta apprensione. Noi non siamo il partito del No ad ogni costo. Ad esempio, abbiamo dato il parere favorevole ad una centrale simile a Cortino, in provincia di Teramo, perché lì c’erano le condizioni ideali per farla. Occorre fare qualcosa per evitare definitivamente che in contrada Paludi si evitino futuri nuovi progetti di centrali.”
Dopo un breve intervento del Sindaco De Santis (“il nostro No l’abbiamo detto con gli atti, prima che con gli slogan”), la parola è passata a Nico Campitelli: “Sono felice perché stasera si conclude un iter che ha rischiato di portare a Castel Frentano una centrale non voluta né da questa né dalla precedente amministrazione. Abbiamo capito tutti l’importanza delle energie alternative. Dobbiamo evitare soluzioni improvvisate e non pianificate. C’è una grave mancanza di programmazione nel nostro territorio, cosa che si è fatta in provincia. L’ufficio urbanistico della provincia di Chieti è a disposizione del Comune per evitare tali situazioni in futuro”.
Gli ultimi due interventi sono stati quelli degli esperti tecnici.
Antonio Di Nunzio ha parlato del lavoro dell’ALESA, che nasce come una costola dell’agenzia europea con il compito di offrire consulenza sulle fonti energetiche rinnovabili: “Sono il nostro futuro. La Commissione Europea ci dice di non puntare più sul petrolio, mentre il protocollo di Kyoto ci dice di non puntare più sul carbone. Entro il 2020 il 20% di energia prodotta dovrà essere da fonti rinnovabili, altrimenti si dovranno pagare pesanti sanzioni.”   

Tommaso Pagliani si è soffermato sugli studi fatti sulla centrale a biomasse progettata per Castel Frentano che avrebbe avuto il vantaggio di utilizzare la pirogassificazione (trasformazione in energia tramite gassificazione) producendo un gas combustibile che può essere liquefatto e stoccato, aspetto fondamentale perché finora non c’è nessuna energia alternativa conservabile. Ma le perplessità sulla mancanza dell’area di stoccaggio e le modifiche approntate al primo progetto in sede di conferenza di servizi, che avrebbero permesso l’introduzione in questa centrale dell’utilizzo di altri elementi combustibili, hanno portato al parere negativo.
Mercoledi prossimo è prevista la nuova conferenza dei servizi che sancirà il diniego alla costruzione della centrale.
 
Giovanni De Cesare
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