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3 - Hutong! PDF Stampa E-mail
Scritto da Elita Di Loreto   
giovedì 23 agosto 2007

 Nel corso degli ultimi anni, sempre più persone stanno rivolgendo la propria attenzione verso quella che è considerata la "Nuova America", il Paese rosso e lontano di cui finora in pochi si erano preoccupati.

 

 In realtà come ripete spesso la mia insegnante di cultura cinese, la professoressa Alessandra Lavagnino: "La Cina si avvicina" e tutti vogliono cogliere i frutti che si appresta ad offrire all'Occidente.
Ma la Cina non e' solo "la gallina dalle uova d'oro" che i manager delle più grandi aziende vorrebbero possedere, la Cina è un Paese con una storia millenaria ricca di particolarità sconosciute a molti.
Dopo aver frequentato le lezioni, cerco di dedicare il mio tempo alla visita della città e sono rimasta estremamente colpita dal gran numero di luoghi turistici, religiosi e non, presenti nella città di Pechino. Tra i tanti, vale la pena citare gli HUTONG, ossia i famosi e caratteristici quartieri (in realtà molto poveri), in cui ancora oggi vivono molte famiglie in condizioni igienico-sanitarie davvero precarie.
Arrivata sul posto sono stata accompagnata nella mia visita da un taxi molto speciale, il San Lu Che, comunemente tradotto con il termine "triciclo". Si tratta di una bici con carrozza a seguito guidata da un ragazzo con una casacca rossa che scivola tra un vicolo e l'altro ad una velocità notevole e si diverte nel vedere la preoccupazione sui visi dei numerosi turisti che si trova quotidianamente a trasportare.
Mi fermo per qualche domanda...
"Come ti chiami e quanti anni hai?"
Mi chiamo Zhu Feng e ho 22 anni.
"Da quanto tempo fai questo lavoro?"
Da quando avevo 15 anni.
"Immagino si tratti di un lavoro molto stancante..."
Bu tai duo!(Non troppo!)Sono giovane e forte mi dispiace per mio padre che a fine giornata e' molto stanco.
"Non hai mai pensato di cercare un altro mestiere?"
E perchè dovrei? Questo è il lavoro di mio padre ed e' stato anche quello di mio nonno. Io sono onorato nel continuare qualcosa che hanno iniziato loro in passato.
"Vivi nell'Hutong con la tua famiglia?"
Si. Mio padre è quell'uomo li' giu' (mi indica un signore anziano che si appresta a pedalare un altro triciclo) e mia madre e' a casa.
"Ti trovi bene in questo quartiere?"
Certo. C'e' sempre tanta gente e non mi dispiace vedere tanti stranieri perchè in questo modo ho la possibilità di lavorare.
"Solitamente come trascorri le tue giornate?"
Mi sveglio all'alba per aiutare mio padre, stiamo sistemando la casa e quell'ora e' ideale perchè non fa molto caldo. Vado a lavoro intorno alle 9 e dopo aver trascorso la giornata in giro mi ritiro per cenare e riposare.
"Hai amici qui nel quartiere?"
Si. Alcuni fanno il mio stesso lavoro e spesso ci divertiamo scommettendo su chi a fine giornata guadagna di più o su chi riesce a terminare per primo il giro turistico. Sono simpatici.
"Nel tempo libero invece cosa fate?"
Chiacchieriamo magari giocando a carte o a domino.
Inizia il mio tour...
Vengo subito colpita dalla sporcizia che mi circonda, mi tornano all'olfatto gli odori che avevo sentito in aeroporto ma con un'intensità maggiore.
Si incontrano bambini nudi e sporchi che giocano per terra, tra le macerie di case in decadenza e spazzatura. Al passaggio di stranieri si fermano per osservare, come se si trattasse di extra-terrestri. Rimangono colpiti e ridono quando io e Silvia, la mia compagna di viaggio, li salutiamo nella loro lingua.
E' molto triste vedere il bucato lavato in catini con la ruggine e steso su luridi fili di spago tra le viuzze pullulanti di passanti. Mi viene subito in mente mia madre e sorrido pensando che lei e' sempre particolarmente attenta anche all'ordine secondo il quale stendere la biancheria, oltre che alla pulizia...
A metà del mio percorso vengo ospitata presso una famiglia della comunità e la semplicità dell'arredamento mi rimanda ai racconti di mia nonna Nicoletta in base ai quali anche a Castel Frentano dopo la guerra erano ancora molte le persone a non avere il bagno in casa e a doversi  arrangiare in poche stanze nonostante si fosse in tanti. Nella casa, piuttosto spoglia, si vedono immagini di Mao Tse Tong e riproduzioni artigianali di piccoli tempi buddisti, un letto ed un fornello con un bollitore. La cucina è dall'altra parte del cortile e attraversandolo si possono vedere gabbie di grilli (portafortuna cinesi) e uccelli di vario genere che cantano ininterrottamente.
Il signor Wang, padrone di casa, dopo averci accolte, con una bella risata confessa di essere molto contento di ospitare un gruppo di ragazze, non per banali motivi a cui si potrebbe immediatamente  pensare, ma perchè e' padre di una ragazza nostra coetanea e la presenza di baldi giovani nella sua dimora lo inquieta leggermente...
Elita Di Loreto

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