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Pellegrinaggio nella Terra di Gesù (parte I) PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo Salvatore   
martedì 27 luglio 2010
A conclusione del pellegrinaggio in Terrasanta
della parrocchia Santo Stefano Protomartire di Castel Frentano
Angelo Salvatore ci racconta i luoghi visitati e le emozioni vissute


Pellegrinaggio nella Terra di Gesù (parte I)
 
“So che cercate Gesù, quello che hanno crocifisso. Non è qui, perché è risuscitato proprio come aveva detto. Venite a vedere dov'era il suo corpo” ( Mt 28,5-6)
 
E' questo lo scopo e l'annuncio di chi si reca pellegrino nella terra dove è nato, morto e risorto Gesù Cristo. Da venerdì 16 a sabato 24 luglio scorso quaranta fedeli hanno svolto il terzo pellegrinaggio in Terra Santa, promosso e valorizzato dal parroco di Castel Frentano, don Costantino Parente.
Questa mia testimonianza vuole riassumere gli intensi giorni di fede e di gioia che abbiamo vissuto.
Appena arrivati all'aeroporto di Tel Aviv abbiamo raggiunto la signora Maria Lo Presti, nostra guida, e l'autobus che ci ha accompagnato.
Ci siamo recati immediatamente sul Monte Carmelo, monte di profeti biblici ed eremiti cristiani della prima ora. Quel giorno, 16 luglio, era proprio la festa della Beata Vergine del Monte Carmelo, quindi è stata una bella coincidenza visitare e venerare il luogo da cui prende il titolo la madre di Gesù.
Sono bastati pochi km che abbiamo raggiunto un'altra città fortemente mariana: Nazareth. Proprio qui è il luogo in cui è avvenuta l'Annunciazione dell'angelo Gabriele a Maria (Lc 1, 26-38); dal “sì” di Maria è iniziata la storia di salvezza operata da Gesù. Nella cripta della maestosa Basilica dell'Annunciazione è conservata la grotta che faceva parte della casa di Maria. Se Nazareth è una città mariana, come detto sopra, è anche una città cristologica. Gesù infatti prese il nome di “Nazareno” e, oltre alla Basilica dell'Annunciazione, si trova a Nazareth “la Sinagoga di Gesù”; il luogo non è dei tempi di Gesù ma ricorda il rifiuto degli abitanti concittadini di Gesù (Lc 4, 16-30). La terza figura neotestamentaria di Nazareth è San Giuseppe: in suo onore c'è la “Chiesa della Nutrizione” che ricorda il luogo dove Giuseppe ha nutrito Gesù che a Nazareth: “ubbidiva ai suoi genitori e cresceva in età, sapienza e grazia davanti a Dio e agli uomini” (Lc 2,51-52).
Nei quattro giorni che abbiamo sostato nella pacifica cittadina abbiamo vissuto anche momenti ecclesiali piacevoli. Infatti per ben due giorni consecutivi nella Basilica dell'Annunciazione ci sono stati due matrimoni della comunità cattolica locale. E' stato bello vedere due coppie di cristiani che si univano, visto che i cristiani di Terra Santa sono pochi e divisi (il 2 % di tutto Israele e divisi in 28 chiese diverse).
La sera del sabato abbiamo partecipato a una suggestiva fiaccolata dei francescani attorno alla Basilica, abbiamo recitato il Rosario con altri pellegrini di tutte le nazioni assieme al Padre Generale dei Minori, Padre Josè Carballo.
Altra bella esperienza a Nazareth è stata con una suora clarissa francese, Suor Josephine, 95 anni, donna carica di fede e molto carismatica. L'anziana suora, mentre baciava la foto di Gesù Bambino con grande commozione, ci ha parlato del grande mistero che custodisce la città di Nazareth: il Dio infinitamente Grande si è fatto piccolo nel ventre di una ragazza. Poi ci ha parlato della grande figura del Beato Charles de Foucauld che ha vissuto in povertà e umiltà per tre anni a Nazareth, proprio nel Convento delle Clarisse. 
La città di Nazareth è stata la base della nostra sosta in Galilea ma i centri che abbiamo visitato sono stati molteplici: Il monte Tabor, monte sul quale si attribuisce la Trasfigurazione di Gesù (Lc 9, 28-36); la cittadina di Cana di Galilea, luogo del primo miracolo di Gesù (Gv 2, 1-11), nella quale abbiamo rinnovato le promesse matrimoniali di tredici coppie del nostro gruppo. Cuore della Galilea è sicuramente il Lago di Tiberiade, vero santuario a cielo aperto e luogo sicuro in cui Gesù ha predicato e agito. Su questo lago sono avvenuti tantissimi episodi del Vangelo: la chiamata dei primi discepoli sulle rive del lago (Mt 4, 18-22), le due pesche miracolose (Lc 5, 1-11 e Gv 21, 1-14), Gesù che calma la tempesta e cammina sulle acque (Mt 8,23-27).... Tutt'intorno al Lago, detto “di Gesù”, ci sono numerosi posti che ricordano la Sua presenza: la città di Cafarnao dove ha chiamato Matteo, ha guarito la suocera di Pietro, ha liberato l'indemoniato; Tagba dove ha moltiplicato i cinque pani e due pesci; il luogo che ricorda il “Primato di Pietro”, qui Gesù ha affidato a San Pietro di “pascere le sue pecorelle” (Gv 21, 15-18) e in cui il nostro pensiero è andato al successore del Principe degli Apostoli, papa Benedetto XVI. Infine il bellissimo Monte delle Beatitudini; su questo luogo Gesù ha proclamato il “discorso della montagna” (Mt cap.5-7). La domenica mattina durante la Messa è stato emozionante ascoltare: “Beati i poveri in spirito... Beati i miti..Beati gli afflitti...” proprio su questo bel monte di fronte all'azzurro Lago di Galilea.
Questa prima parte del pellegrinaggio in Galilea è stata veramente bella per approfondire l'inizio della missione pubblica di Gesù che è passato beneficando tutti e che ha annunziato la Buona Novella agli uomini....
 
(continua)

                                   Angelo Salvatore
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