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Pellegrinaggio nella Terra di Gesù (parte II) PDF Stampa E-mail
Scritto da Angelo Salvatore   
domenica 01 agosto 2010
A conclusione del pellegrinaggio in Terrasanta
della parrocchia Santo Stefano Protomartire di Castel Frentano
Angelo Salvatore ci racconta i luoghi visitati e le emozioni vissute


Pellegrinaggio nella Terra di Gesù (parte II)
 

“Gesù attraversava città e villaggi e insegnava; intanto andava verso Gerusalemme”    (Lc 13,22)
 
Come in questo passo evangelico, così è continuato il nostro pellegrinaggio dalla Galilea alla Giudea, regione dove si trova il culmine del pellegrinaggio, dove si trova la Città Santa: Gerusalemme.
Ascoltando la Parola di Dio e percorrendo numerose città e villaggi, anche noi abbiamo lasciato la lussureggiante Galilea per raggiungere la brulla ed aspra Giudea.
Da Nazareth abbiamo attraversato tutta la valle del Giordano, valle caratterizzata dalla presenza delle montagne rocciose e dal deserto.
Siamo giunti alla Città di Gerico. In questa città si ricordano numerosi episodi biblici; Giosuè conquista la città (Giosuè 10,28), Gesù guarisce il cieco (Mc 10,46), Gesù incontra Zaccheo e mangia a casa sua (Lc 19, 2-8)... Proprio quest'avvenimento abbiamo ricordato durante la messa celebrata nella piccolissima (100 fedeli appena) Parrocchia del Buon Pastore.

 
La nostra giornata è proseguita nella visita del sito archeologico di Qumran. Qui viveva una comunità di Esseni. Gli Esseni erano un gruppo religioso ebraico dei tempi di Gesù; essi principalmente scrivevano e studiavano la Torah, pregavano, mangiavano e facevano dei bagni rituali insieme. A Qumran sono stati trovati importanti rotoli con passi biblici; ora sono conservati nel Museo del Libro a Gerusalemme.

Nel pomeriggio ci siamo recati al Mar Morto. Il Mare prende questo nome a causa dell'assenza di vita animale e vegetale per la grande concentrazione di  sale. Questo rende l'acqua molto densa e con un alto potere galleggiante. Anche noi ci siamo immersi in queste acque così particolari e ci siamo spalmati dei famosi fanghi del Mar Morto, fanghi con proprietà curative per la pelle.
All'ora del tramonto siamo risaliti verso Gerusalemme; prima di arrivare a questa meravigliosa città abbiamo fatto una sosta al deserto di Giuda. Uno spettacolo impressionante si apriva di fronte ai nostri occhi: sabbia, pietre, dune e un venticello leggero... Questo ci ha fatto pensare al passo biblico in cui si dice che Dio non si trova nel rumore, nel tuono ma “in un mormorio di vento leggero”. Il deserto di Giuda è caro al ricordo dei cristiani per la permanenza e la predicazione di San Giovanni Battista e i quaranta giorni di Gesù .
Giunti a Gerusalemme, per coloro che già vi erano stati, è tornato in mente il Salmo “Se mi scordo di te Gerusalemme, si attacchi la mia lingua al palato” e per coloro che vi sono giunti per la prima volta è stato uno spettacolo emozionante. Il Libro dell'Apocalisse dice: “Vidi anche la Città Santa... pronta come una sposa adorna per il suo sposo”. Gerusalemme era lì di fronte a noi e ci attendeva come una sposa; con le sue mura, le sue chiese, i suoi campanili, i suoi minareti... L'atteso incontro con “La Santa” (come viene chiamata Gerusalemme dai Musulmani) è stato rimandato per il giorno dopo. Il nostro alloggio era situato in una cittadina dove 2000 anni prima una famiglia proveniente dalla Galilea cercava rifugio perché non c'era posto nel caravanserraglio: Betlemme. Al contrario della Santa Famiglia noi abbiamo alloggiato in un lussuoso albergo a pochi passi dall'umile grotta dove è nato il Redentore del Mondo.


I giorni successivi al nostro arrivo a Betlemme sono stati caratterizzati dalla visita principalmente di Betlemme e di Gerusalemme.
Betlemme biblicamente è importante per le figura di Rachele (Genesi 35,1 ) e di Rut (Rut 1, ss), per l'elezione di Davide (1 Samuele 17,12) e per la Nascita di Gesù narrata nei Vangeli di Matteo e di Luca. Sulla piccola grotta dove è nato Gesù è stata costruita da Costantino la Basilica della Natività, prima chiesa del mondo. A seguito di varie distruzioni e trasformazioni, si accede alla Basilica attraverso la “Porta dell'Umiltà”. Questa porta è molto bassa perché nei secoli passati per evitare che si entrasse nella chiesa con i cavalli, la rimpicciolirono. Inoltre ha un altro significato, prima di entrare nel luogo dove è nato Gesù, bisogna abbassarsi e umiliarsi come si è umiliato Lui per noi. La Basilica è di proprietà dei Greco-Ortodossi, solo una piccola parte della grotta della natività è dei Cattolici, la parte detta della Mangiatoia. Nella grotta infatti vi sono due altari; quello Greco dove è nato Gesù e quello Cattolico dove sono andati i Magi a venerare il Bambino. Accanto alla Basilica i cattolici hanno costruito la Chiesa di S. Caterina, nella quale vi sono le grotte dove si era ritirato S. Girolamo a tradurre la Bibbia. Proprio nella grotta di S. Girolamo abbiamo celebrato la Messa di Natale. E' stato veramente particolare cantare i canti come “Tu scendi dalle stelle”,”Adeste fideles”... in pieno mese di luglio! Altri centri che abbiamo visitato attorno a Betlemme sono stati Bet-Sahur e Cremisan. Nel primo luogo si ricorda l'annuncio dell'Angelo ai Pastori durante la notte. A Cremisan, invece, abbiamo visitato la casa Salesiana dove studiò don Costantino nel 1967. I Salesiani ci hanno accolto con molta affabilità e abbiamo acquistato il vino prodotto proprio dalla Cantina “Cremisan wine”, Cantina famosa in tutto Israele.
Visitando la città di Gerusalemme abbiamo percorso innanzitutto i luoghi in cui Gesù è passato, è morto ed è risorto. In questa città, cara alle tre Religioni Monoteistiche, si sono compiuti gli ultimi giorni terreni del Salvatore che a Gerusalemme ha voluto essere immolato come “l'Agnello pasquale senza macchia e senza colpa”. Innumerevoli sarebbero i posti di Gerusalemme da citare. Ricordo i più importanti: Il Muro Occidentale detto “Muro del Pianto” ,il Cenacolo, la Chiesa di S. Pietro in Gallicantu, Il Monte degli Ulivi con le varie chiese: la Basilica dell'Agonia, il Getsemani, la Tomba della Madonna, il Dominus Flevit, il luogo dell'Ascensione, la cappella del Padre Nostro.... Tappa centrale della visita di Gerusalemme è senza dubbio il Monte Calvario e il Santo Sepolcro. A discapito di quanto si possa pensare il luogo dove è morto Gesù è alto 5-10 metri da terra, quindi non è un vero “Monte”. Il luogo dove è stato sepolto Gesù invece è vicinissimo a quello dove è morto. Questi due luoghi Santi per la nostra fede sono inglobati in una chiesa, la Basilica del S. Sepolcro, appunto.
Si giunge in questa Chiesa principalmente passando per la Porta di Damasco, porta che immette nel popoloso quartiere arabo. In un dedalo di vie e viuzze, piene di vestiti, spezie, ricordini del mercato arabo, si raggiunge la Chiesa. Appena vi si entra si trova la “Pietra dell'Unzione”, pietra che ricorda la deposizione dalla croce di Gesù. I Fedeli entrando si inginocchiano e venerano la pietra. Subito a destra, salendo 11 ripide scale, si giunge al luogo della morte di Gesù. L'ambiente è diviso in due cappelle; a destra i Cattolici con la cappella dove Gesù e stato Crocifisso e a sinistra la cappella Ortodossa dove è stata impiantata la Croce e dove Gesù morì. Curvandosi sotto l'altare di venera e si tocca la roccia sulla quale il Redentore morì e salvò il mondo. Scendendo da questa cappella si giunge all'Anastasis (dal Greco Resurrezione) cioè il luogo dove è stato deposto ed è risorto il Signore. Sotto una grande cupola si trova l'edicola del Sepolcro. Facendo la fila si entra in un piccolo spazio, chiamato cappella dell'Angelo. Successivamente, come a Betlemme, c'è una piccola porta che accede alla tomba vuota del Signore. In questo piccolo luogo il corpo di Gesù è stato deposto, ha sostato e dopo tre giorni è risorto. Che grande mistero si venera in questo Luogo! San Paolo dice “Se Cristo non fosse risorto, vana sarebbe la nostra fede”; ebbene in questo luogo si venera il mistero della morte e della Risurrezione.
Al termine di questo mio racconto, riporto le parole più belle da professare con le labbra e col cuore dopo un pellegrinaggio nella Terra di Gesù: “Raccontaci, Maria: che hai visto sulla via? La tomba del Cristo vivente, la gloria del Cristo risorto.... Cristo mia speranza, è risorto e vi precede in Galilea. Sì ne siamo certi: Cristo è davvero Risorto!”
 
                              Angelo Salvatore
 
 
 
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