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La cicerchiata PDF Stampa E-mail
Scritto da Vanessa Dell'Elce   
lunedì 04 febbraio 2008
La cicerchiataLa CICERCHIATA
Nella versione più tradizionale, la cicerchiata si presenta come una ciambella composta da “palline di pasta fritta” ricoperte di miele. Proponiamo la variante, sempre più diffusa, in cui i dolci vengono realizzati con delle formine di carta, simili nella sagoma a quelle dei bocconotti.
 
INGREDIENTI:
Per la pasta:
-          5 uova;
-          1 limone interamente grattugiato;
-          3 cucchiai di zucchero;
-          3 cucchiai di olio;
-          farina quanto basta;
-    500 gr di miele (senza aromi);
-    1 litro di olio di semi per friggere;
-    200 gr di mandorle (facoltative);
Per decorare:
-          perline di zucchero colorate;
-          formine della misura desiderata.
ESECUZIONE:
Come prima cosa mettere le mandorle in un pentolino e farle bollire per qualche minuto, una volta scolate dall’acqua lasciarle freddare per poi privarle della buccia. Su di una spianatoia mettere la farina a fontana e inserire uova, lo zucchero, olio, limone grattugiato e mescolare accuratamente il tutto. La farina, solitamente, non viene pesata ma va regolata a seconda dell’impasto. Una volta preparata la pasta, tagliarla a pezzi in modo tale da creare delle file lunghe e molto sottili. Dopodichè per ogni fila, La cicerchiatatagliare a dadini la pasta. Preparare l’olio di semi in un tegame sufficientemente largo e riscaldarlo abbondantemente. A poco a poco aggiungere i dadini (che nella cottura assumeranno la forma sferica) precedentemente tagliati e lasciarlo friggere per pochi minuti. A tal fine far raffreddare la pasta e nel frattempo preparare una pentola di media grandezza dove va di seguito riscaldato il miele che dovrà assumere la colorazione dorata. Inserire la pasta a dadini e aggiungere le mandorle, mescolare bene con il miele. Sulla spianatoia versare la pasta coperta di miele e celermente riporle nelle apposite formine unite con le perline di zucchero. Lasciare raffreddare ad una temperatura molto bassa (circa 5/10 gradi) senza però riporlo nel frigorifero. È consigliabile assaporare dopo 10 ore di riposo.
 
Vanessa Dell’Elce
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