Gastronomia
La "cicerchiata" | La "cicerchiata" |
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| Scritto da Vanessa Dell'Elce | |
| lunedì 23 febbraio 2009 | |
La CICERCHIATANella versione più tradizionale, la cicerchiata si presenta come una ciambella composta da “palline di pasta fritta” ricoperte di miele. Proponiamo la variante, sempre più diffusa, in cui i dolci vengono realizzati con delle formine di carta, simili nella sagoma a quelle dei bocconotti.
INGREDIENTI:
Per la pasta:
- 5 uova;
- 1 limone interamente grattugiato;
- 3 cucchiai di zucchero;
- 3 cucchiai di olio;
- farina quanto basta;
- 500 gr di miele (senza aromi);
- 1 litro di olio di semi per friggere;
- 200 gr di mandorle (facoltative);
Per decorare:
- perline di zucchero colorate;
- formine della misura desiderata.
ESECUZIONE:
Come prima cosa mettere le mandorle in un pentolino e farle bollire per qualche minuto, una volta scolate dall’acqua lasciarle freddare per poi privarle della buccia. Su di una spianatoia mettere la farina a fontana e inserire uova, lo zucchero, olio, limone grattugiato e mescolare accuratamente il tutto. La farina, solitamente, non viene pesata ma va regolata a seconda dell’impasto. Una volta preparata la pasta, tagliarla a pezzi in modo tale da creare delle file lunghe e molto sottili. Dopodichè per ogni fila,
tagliare a dadini la pasta. Preparare l’olio di semi in un tegame sufficientemente largo e riscaldarlo abbondantemente. A poco a poco aggiungere i dadini (che nella cottura assumeranno la forma sferica) precedentemente tagliati e lasciarlo friggere per pochi minuti. A tal fine far raffreddare la pasta e nel frattempo preparare una pentola di media grandezza dove va di seguito riscaldato il miele che dovrà assumere la colorazione dorata. Inserire la pasta a dadini e aggiungere le mandorle, mescolare bene con il miele. Sulla spianatoia versare la pasta coperta di miele e celermente riporle nelle apposite formine unite con le perline di zucchero. Lasciare raffreddare ad una temperatura molto bassa (circa 5/10 gradi) senza però riporlo nel frigorifero. È consigliabile assaporare dopo 10 ore di riposo. Vanessa Dell’Elce |
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