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I riti della settimana Santa PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Campitelli   
venerdì 21 marzo 2008
I riti della Settimana Santa sono fortemente sentiti in Abruzzo dove ogni comunità, sia essa grande o piccola si appresta a rivivere la Passione di Cristo con rappresentazioni sacre e processioni. Si comincia con il giovedì santo, quando nelle chiese vengono allestiti i “sepolcri” che saranno poi visitati durante la serata dai fedeli. Dopo la commemorazione dell’Ultima Cena l’altare viene spogliato di tutto, questa procedura sottolinea il lutto che colpisce la Chiesa. In provincia di Chieti sono diverse le commemorazioni.
A Lanciano i riti si aprono il Giovedì Santo con la processione degli Incappucciati.
Le manifestazioni sono presiedute e curate dall’Arciconfraternita “Orazione e Morte” di San Filippo Neri, risalente ai primi del XVII sec e che ha sede presso la chiesa di Santa Chiara.
Ed è proprio dalla chiesa di Santa Chiara che la sera del giovedì prende il via il corteo che si snoda per le vie del centro storico. E’ presente la figura di un ignoto Cireneo che a piedi nudi percorre le strade cittadine portando la pesante croce del Calvario.
Il Venerdì Santo si svolge la processione del Cristo morto accompagnato dalle note del Miserere del musicista lancianese Francesco Masciangelo.
I riti della Settimana Santa hanno termine la domenica di Pasqua con l’incontro delle statue della Vergine e del Cristo Risorto in piazza Plebiscito. La Vergine corre incontro al Salvatore e durante la corsa perde il manto nero del lutto e la statua della Madonna appare con la veste verde. Dopo la rappresentazione le statue vengono portate in cattedrale dove vi restano fino al martedì di Pasqua quando vengono riportate ognuna nella propria chiesa.
Simile al rito dell’incontro dei santi di Lanciano è la rappresentazione della “Madonna che scappa in piazza” a Sulmona, dove la domenica di Pasqua viene rappresentato l’epilogo di un complesso e articolato rituale drammatico, gestito dalle Confraternite della Trinità e di Santa Maria di Loreto: l’incontro tra la Vergine e Gesù Risorto.
Da menzionare è anche la rappresentazione della Passione Vivente che si svolge durante la Settimana Santa tra le mura dell’antico borgo di Gessopalena.
A Vasto, invece, si svolge il venerdì antecedente la Settimana Santa la processione della “Sacra Spina”. La tradizione vuole che la reliqua sia appartenuta alla corona di Gesù. La Sacra Spina fu donata a don Ferdinando D’Avalos da papa Pio IV e un’antica leggenda, sviluppatasi tra contadini e marinai, vuole che essa rifiorisca dopo le preghiere. Dalle fasi e dai caratteri del fenomeno poi si traggono auspici per l’annata.
Indubbiamente le punte più toccanti e drammatiche si provano con la processione del Venerdì Santo di Chieti che si ripete da ben 5 secoli. 
All’imbrunire il corteo prende il via dalla Cattedrale di San Giustino. Da qui comincia la processione durante la quale Il feretro del Cristo è portato a spalla dall’Arciconfraternita della Buona Morte, accompagnato dal suono di 100 violini e dei cantori che eseguono le note del Miserere di Francesco Saverio Selecchi, composto nel 1700 e che per volontà dello stesso compositore puessere eseguito solo in questa occasione.
In provincia di Chieti i riti si concludono il lunedi di Pasqua con la manifestazione dei Talami ad Orsogna. Si tratta di quadri viventi rappresentanti scene della Bibbia che percorrono in sfilata le vie del paese. Questo rito si è sempre svolto il martedi dopo Pasqua ma dal 2007 è stato spostato al lunedi.
 
Maria Campitelli
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