Una caratteristica che subito emerge dalle prime righe di questo Vangelo è la delusione, l’amarezza, lo sconforto di questi due discepoli i quali, probabilmente avevano puntato tutto su Cristo ma avendo visto la sua vicenda mal conclusa e non avendo creduto alle parole delle donne che lo avevano visto vivo, hanno abbandonato il loro cammino, la loro bella avventura. La situazione è paragonabile a tutti quegli uomini e donne che non si fidano della comunità dei credenti, della chiesa. Vi si accostano per un poco ma alle prime difficoltà o incoerenze da parte dei “credenti”, magari ancora con qualche sforzo, mollano tutto quello che magari all’inizio del loro cammino sembrava quasi vitale.
È paragonabile a quella di noi credenti che “ripieni di fede” all’inizio, di entusiasmo, nel poter compiere chissà quali opere ma di fronte alle sofferenze e realtà apparentemente inspiegabili dei malati, dei giovani problematici, delle donne private della loro dignità, della natura devastata dalla mano insaziabile dell’uomo, della deriva dei valori autentici cristiani, del lassismo totale, e di tutti i problemi possibili che straziano l’uomo, “barcolliamo nella fede” e con la testa bassa e sconfitta perdiamo ogni fiducia nei confronti del bene. Carissimi, Cristo è risorto! L’assemblea dei fratelli ovvero la chiesa annuncia questo grande mistero ad ogni uomo che è alla ricerca. Cristo, nelle sembianze di straniero, di fronte a quei discepoli sconsolati, spiega le scritture e spezza il pane. Essi lo riconoscono nello spezzare il pane, in quel momento comprendono il gesto della sua sofferenza come linguaggio d’amore che apre alla vita, riconoscono Cristo. Ogni domenica la chiesa tutta compie queste due principali azioni svolte da Gesù: proclama la parola di Dio e spezza il pane pertanto, partecipa gioiosa al miracolo dell’incontro con Cristo. Nei momenti bui, quando si fa sera e la “notte volge al declino”, invochiamo come i due discepoli di Emmaus «resta con noi Signore!», egli ci sarà vicino e non esiterà a prenderci in braccio.
Angelo Giordano |