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La “cumpagnie a la Madonne de L’Assunte”
Come ogni anno, anche questo 19 aprile si rinnova a Castel Frentano la tradizione della “cumpagnie a la Madonne de L’Assunte”,pia devozione secolare molto sentita in paese, ma soprattutto nelle nostre campagne. Gruppi di fedeli da tutte le contrade di Castel Frentano, ma anche da zone limitrofe, si recano in pellegrinaggio alla chiesa della Madonna dell’Assunta.
Essi, all’entrata del paese, confluiscono in un’unica processione e si recano prima verso la chiesa parrocchiale di Santo Stefano, poi, accolti ed accompagnati dal parroco, proseguono verso la chiesa dell’Assunta, dove si celebra una santa messa, che vuole essere di ringraziamento alla Madonna per i raccolti e di invocazione di protezione sul lavoro dei campi affinché vada tutto a buon fine.
Probabilmente tale pellegrinaggio processionale risale alla fine del 1600.
Infatti, dal secondo volume “Documenti per la storia di Castel Frentano” del dott. Michele Scioli, nell’appendice, sotto il numero A14 si legge: “Adì 12 gennaro 1664. Si nota per memoria come, in questo anno prossimo passato 1663, à corso una secca grande cominciato dalli 20 giugno di detto anno 1663 e sino al presente mai à temperato li terreni, anzi sono a seccati tutte le fonti e valloni che [non] si trova acqua per a beverare li bovi di modo che è necessario portarli a bere alli valloni di Santo Eusanio in detto detto tempo di gennaro. Sì bene fu una tempera verso li 20 novembre che bastò per la semina e da questo impoi sempre à seguitato secca quale sperano al Signore Iddio Benedetto che ci ponga la sua grazia a dargli buon raccolto”.
Da altri documenti si può rilevare che la denominazione della chiesa, che allora era di: “Santa Maria della Selva”, passò nel 1667 a “Santa Maria del Soccorso” (mentre assunse l’attuale denominazione di Santa Maria dell’Assunta nel 1727).
Il cambio di denominazione in “Santa Maria del Soccorso”, può attribuirsi, probabilmente, ad una intercessione della Madonna invocata per ottenere la fine della siccità, che danneggiava pesantemente il raccolto dei campi e l’allevamento degli animali.
Dalla tradizione popolare orale, viene tramandata la memoria di un fatto straordinario accaduto intorno al 1920.
Incorreva una terribile siccità ed il giorno 19 aprile il popolo in processione si era recato a pregare nella chiesa dell’Assunta per ottenere la grazia della pioggia, in quanto i raccolti erano gravemente compromessi. Mentre tutti erano raccolti in preghiera, una donna (di dubbia moralità) si accorse che dal pavimento sgorgava acqua. Il fatto destò molta meraviglia tra i presenti e la notizia si diffuse in tutto il paese. Accorsero tante persone tra cui molti scettici. Ad uno di essi, andato in chiesa solo per curiosare, gli caddero delle gocce d’acqua sulla testa. Stupito e turbato, raccontò in seguito solo in famiglia quanto gli era accaduto, poichè era conosciuto per essere miscredente.
Successivamente a questi avvenimenti, una buona pioggia irrigò le campagne e si ebbe un buon raccolto.
Tante volte, in periodi di siccità o di piogge eccessive, si è fatto ricorso, attraverso pellegrinaggi e preghiere, all’intercessione della Madonna dell’Assunta che dal popolo veniva chiamata anche “Madonna dell’Acqua”.
Purtroppo, documenti scritti cui attingere notizie con certezza non si trovano. Tutta la documentazione riguardante il Santuario dell’Assunta, pur se appartenete alla famiglia Crognale, era conservata dalla famiglia Rancitelli, che non ne ha mai consentito la visione nemmeno all’ultimo Rettore del Santuario, Don Giacinto Scioli.
Ancora oggi è particolarmente emozionante l’ingresso in chiesa dei fedeli, quando sgorgano dal cuore i canti alla Vergine e l’intera navata della Chiesa viene percorsa, ancora da molti, in ginocchio.
Cesare De Cesare |