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Cocullo: San Domenico e i serpari PDF Stampa E-mail
Scritto da Maria Campitelli   
giovedì 01 maggio 2008

Cocullo: San Domenico e i serpari

Cocullo, piccolo paese nell’alta valle del fiume Sagittario in provincia dell’Aquila, ogni anno celebra i riti legati alla festa di San Domenico.

Il primo giovedì di maggio si svolge la celebre e pittoresca processione dei serpari, che affonda le radici nel culto pagano della Dea Angizia, venerata dai Marsi per il suo potere taumaturgico di guarire dal morso dei serpenti.
La tradizione vuole che San Domenico sia giunto a Cocullo intorno all’anno mille, dopo un viaggio attraverso il Lazio e l’Abruzzo, e abbia liberato il paese dalle serpi.
Venerato anche in altri centri dell’Abruzzo, come la vicina Villalago, San Domenico è considerato protettore dalla rabbia, dal morso dei serpenti e dal mal di denti.

La preparazione della festa inizia con la ricerca dei serpenti; ogni anno il 19 marzo segna l’inizio della cattura degli animali che verranno poi custoditi in teche di legno fino al giorno della processione, quando avvolgeranno la statua del santo.

Figura importante è quella del serparo, immortalata da Gabriele d’Annunzio nella “Fiaccola sotto il moggio” e da Francesco Paolo Michetti in una sua tela. Le sue origini sono da ricercare nel “ciarallo”, personaggio diffuso in età medievale, figura sacrale simile ad un mago in grado di catturare e maneggiare i serpenti e curare e immunizzare gli uomini dai morsi.

La festa è scandita da un rituale ben preciso: dapprima viene raccolta la terra posta dietro l’altare per spargerla nei campi e preservarli dagli attacchi di animali dannosi, poi avviene il rito del tiro della campanella con i denti per evitarne i dolori.

 

Il momento più suggestivo è la “vestizione” della statua con i serpenti. Questo è il momento più importante per gli abitanti di Cocullo, infatti dal comportamento dei rettili si traggono auspici per l’annata. Se le serpi, lentamente si avvolgono intorno alla testa del santo l’annata sarà buona, altrimenti se si “dirigono” verso le braccia o altre parti del corpo l’annata sarà negativa . La processione è preceduta da due ragazze che portano i ciambellati, dolci rituali preparati per la festa di San Domenico. Al termine della festa i serpari liberano i rettili fuori dal paese .
Maria Campitelli
 
 
Fonti: “Cocullo, Il paese dei serpari” Edizioni Amaltea
 
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