Castellini nel mondo In questa sezione vogliamo dare voce ai castellini non residenti a Castel Frentano. Sono quelli emigrati tanti anni fa che hanno conservato vivo l’affetto verso il proprio paese nonostante la distanza. Oppure sono i loro discendenti, che vogliono riscoprire le proprie radici. Le loro preziose testimonianze hanno spesso permesso di ricostruire un mondo di cui le tracce si sono sbiadite, proprio perché la memoria o lo sguardo di chi osserva da lontano a volte riesce a cogliere momenti e particolari che chi vive la quotidianità non è in grado di percepire. Ma sono tanti anche i “nuovi emigrati”, che magari per lavoro o per studio sono in sedi più o meno distanti. Alcuni di loro hanno fatto fortuna, ma tutti, indistintamente, conservano vivo il ricordo e l’orgoglio dell’appartenenza alla loro piccola grande patria. Saremo lieti di ospitare i loro interventi (foto, racconti) di ciò che fanno, di come vivono e di quello che ricordano.
CASTELLINI NEGLI U.S.A. Alla fine del 1800, una delle prime destinazioni dell'emigrazione castellina furono gli U.S.A. Per decenni, con ondate periodiche, si riversavano nei grandi porti delle coste occidentali singoli lavoratori o famiglie intere. Le grandi navi transoceaniche partivano principalmente dai porti di Napoli o di Genova e giungevano a New York (o meglio ad Ellis Island, dove venivano effettuate le procedure di ingresso, si attendeva la "quarantena" richiesta, e dove tutt'oggi è situato il museo dell'immigrazione), a Boston o a Baltimora. Quest'ultima è anche ricordata in un celebre canzone di Eduardo Di Loreto, musicata da Pierino Liberati: "Lu viagge"*; in cui è scritto, in dialetto castellino: <Nnammuretella mè / damme la mane: / parteme pe’ la “Merica” luntane… / Ti porte apprèss’a mè, / a “Baltimore”, / addò pure lu core / duvènte d’ore!>Dopo la Seconda Guerra Mondiale ci fu un nuovo grande ciclo migratorio fino all'inizio degli anni settanta. *In “Canzune de paese”, pp. 62-63 Giovanni De Cesare Nella foto, Edmondo De Cesare con i suoi pronipoti, in Albany, New York State, festeggiano la vittoria dell’Italia nei mondiali di calcio 2006.
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