|
«Uomini … perché fissate il cielo?» |
|
|
|
|
Scritto da Angelo Giordano
|
|
domenica 04 maggio 2008 |
«Uomini … perché fissate il cielo?»
Questo è il comando, il compito affidato alla chiesa rappresentata da quegli undici, «andate … ». Cristo rinnova questo messaggio a ciascuno di noi «membra vive» della Chiesa: « Andate dunque e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito santo, insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato », come dice l’autore della lettera agli Efesini per far comprendere alle genti a quale speranza si è chiamati a prendere parte.
Questo attende il Cristiano, la risurrezione e la vita. Allora egli deve andare ad annunziare all’uomo, suo fratello, suo amico, suo compagno di viaggio, la verità che Cristo ha rivelato; che la vita non finisce, che non siamo legati alla materialità ma esiste una parte di noi simile a Dio. Che c’è un padre nei cieli che ci ama e ci vuole con se. Questa è la “favoletta” cristiana, ma per questa essi, nel corso della storia, sono morti, hanno dato la vita hanno “perso” la loro vita, per sperimentare l’incontro con il Risorto e proclamare a tutti queste meraviglie. S. Luca negli atti con un rigore storico paragonabile a Erodoto, scrive la storia, gli atti. Ma la sua non è solamente una testimonianza cronologica e geografica. È la testimonianza dell’incontro con un tizio che ha trasformato per sempre la sua vita e che oggi continua a trasformare la vita di tante persone che ascoltano le parole tramandate da quella comunità dei credenti che è la chiesa. “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo”. Queste le ultime parole di Gesù pronunciate sulla terra, il saluto, l’arrivederci. L’uomo torna a guardare il cielo ma non alla cieca. Ora sa esattamente dove guardare, quale stella fissare. La Chiesa quaggiù si esercita per vivere come lassù e, come una sposa, attende con gioia l’incontro con lo Sposo.
Angelo Giordano
|
Nessun Commento.