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| Scritto da Luigi Flamminio | |
| mercoledì 07 maggio 2008 | |
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Intervista all’amico Antonio Di Fazio, che con orgoglio racconta della passione per il mondo dei motori e dei traguardi raggiunti, grazie all’insegnamento di un grande Maestro come suo padre Giuseppe.
1) Da Responsabile d’officina nel lavoro, a pilota nel tempo libero. Da dove è nata questa passione per il mondo dei motori?
Tutto è iniziato grazie a mio padre. Sin da quando ero piccolo, lo seguivo nelle competizioni, sia in Germania che in Italia. La passione per le gare, per la meccanica e le auto c’è sempre stata, ma ho iniziato a competere da 10 anni, dopo la sua scomparsa. Anche se non c’è più, sento ancora la sua mancanza e uno dei modi per sentirlo vicino, è proprio quello di stare nel mondo dei motori e delle competizioni. Un mondo dove era molto conosciuto, e dove anche adesso si ricordano di lui quando vado a gareggiare. Spero che questa passione continuerà, anche se molto onerosa dal punto di vista economico. Mio padre e Vincenzo Abbonizio, avevano creato una società, la ditta ”Abbonizio e Di Fazio”, officina meccanica e carrozzeria, che si è sciolta nel 1990. Io nei periodi estivi andavo ad aiutare papà e allo stesso tempo imparavo il mestiere. Era una cosa che facevo con molta passione.
Molte volte rinunciavo ad andare persino al mare o con gli amici per restare con lui in officina a vedere come preparava le auto da corsa. Gareggiava con la NSU, con il FIAT 128, in seguito fu preparatore di X19 da autocross e Formula Ford, in cui ha vinto per ben due anni il campionato italiano, con un pilota di Lanciano, De Matteo, che correva con Michele Alboreto, Pierluigi Ghinzani, Elio De Angelis ed altri piloti famosi.
2) Con quale vettura vai a gareggiare? La vettura con cui corro è una NSU TT (che fa parte della categoria delle auto storiche) capostipite dell’AUDI TT, molto conosciuta nell’ambiente delle competizioni, soprattutto all’estero, in Germania, dove ha corso e vinto molto. Tra i piloti più importanti, che hanno iniziato a competere con una NSU, vi è Walter Rhool considerato il numero uno del rally. La vettura pesa circa 635 kg (in assetto di marcia) ed ha una potenza di circa 120-125 CV (quest’anno dovrebbe arrivare a 130 CV), quindi il rapporto peso-potenza è basso e guidarla non è certo facile. Il fatto di girare molte località e di incontrare persone che conoscevano mio padre e la vettura con cui corro è un aspetto molto piacevole che mi riempie di soddisfazione anche perché, in Italia le auto d’epoca per antonomasia sono le Fiat, Alfa Romeo e Ferrari. La NSU, specialmente per le nuove generazioni, è un marchio poco conosciuto, ma da un passato storico ricco di successi, sia nelle auto che nelle moto e che solo in seguito è stata assorbita dall’Audi e Wolksvagen. Il nome TT significa “Tourist Trophy”, una delle gare più famose del motociclismo. Negli anni ‘50 è stata campione del mondo di questa categoria. Nelle prove di campionato a cui partecipo di più sono presenti dalle 150 alle 200 macchine, un numero eccezionale, se si pensa a quello di gran lunga inferiore delle gare di auto moderne. A queste gare si trovano i migliori specialisti, che magari correvano 20-30 anni fa e che hanno ancora la vettura a disposizione oppure ne preparano una e si divertono a correre con vero e proprio spirito agonistico. Altro aspetto positivo è la presenza di molti giovani che sono entrati in questo sport. Infatti, per accedere alle “cronoscalate” la via più semplice è quella di salire a bordo di un’auto storica, specialmente da un punto di vista economico. Con un minimo investimento di circa € 10.000,00 riesci a gareggiare. Premetto che è meglio competere legalmente. Da precisare che in 65 partenze ho fatto 65 arrivi con 31 vittorie, più vari 2° e 3° posti. Sono piccole soddisfazioni che avrei voluto condividere con mio padre. In questo momento sono io ad inseguire i miei avversari, per vari fattori, tra cui quello economico nel senso che la vettura la preparo dovendo rispettare un certo budget, sfruttando al massimo i mezzi che ho a disposizione. Penso che se mio padre fosse ancora quì, ad aiutarmi a preparare la NSU, sarebbero gli altri a dovere inseguire me, soprattutto perché dovrei preoccuparmi solo di guidare. 3) Per gareggiare ti appoggi ad un TEAM con uno SPONSOR e che tipo di gare svolgi?
Da premettere che ho molti amici in questo settore. In genere quando vado in giro trovo persone che condividono la mia stessa passione, un aspetto fondamentale per questo tipo di sport. Non esiste violenza, ma solo una pura rivalità.
Faccio parte di una scuderia, la “PUBBLIMOTOR” e di un club “TT Racing Team”. Insieme alla “DI FULVIO RACING” siamo un gruppo di amici con circa 10-12 macchine, tutte auto storiche, in quanto ci sono diverse categorie per queste vetture, in base all’anno di costruzione e alla cilindrata. La particolarità è che le vetture devono correre con i regolamenti dell’epoca, eccezion fatta, chiaramente, per i sistemi di sicurezza, come i rollbar, serbatoio, estintori, aggiornati con i medesimi regolamenti.
Per quanto riguarda gli sponsor, all’inizio mi ha appoggiato “Di Donato Cucine”. Adesso gradirei uno sponsor, anche se il regolamento (molto severo) prevede una superficie per la pubblicità limitata (15x40) perché la vettura deve conservare l’aspetto che aveva all’epoca. Le cronoscalate sono gare a tempo su percorsi di montagna chiusi al traffico. Si hanno due manches a disposizione, per esprimere la massima prestazione. Bisogna memorizzare ogni metro del percorso, che può variare da 5 a 15 km. 4) I figli ti seguono?
Certo. Questo sport richiede sacrifici, sia economici che di tempo, ma vengono gratificati dalla famiglia, dai miei figli (Giuseppe, Daniele, Andrea e Davide). Quando vado a gareggiare, spesso li porto insieme a me ed è un’occasione giusta per stare insieme.
Approfitto per ringraziarli, perché mi hanno sempre seguito e penso che i primi veri miei tifosi sono proprio loro, con mia moglie Mila. Ringrazio anche mio fratello Lorenzo, mio cognato Claus, Renato e mio suocero Antonio e tutto il gruppo di sostenitori castellini e non che mi seguono ovunque. 5) Quali sono i progetti futuri?
Intanto, posso dire che la macchina quest’anno ha avuto un sostanziale miglioramento per quanto riguarda la potenza del motore, che proverò tra non molto. Spero di fare dei passi avanti anche per quanto riguarda le gomme, che giocano un ruolo determinante ai fini della classifica. Da sottolineare, che sono tra i pochi ad utilizzare pneumatici abbastanza vecchi, non mi è possibile rinnovare un treno di gomme per ogni gara. I risultati, considerando i mezzi a disposizione sono soddisfacenti. Posso fare un esempio. L’anno scorso, nella cronoscalata “Pieve Santo Stefano” a Passo dello Spino (AR), valido per il campionato italiano, sono arrivato secondo assoluto. Dietro di me c’era un Porsche 2700 Carrera. Questo pilota, più volte campione italiano, alla fine della gara si è venuto a congratulare, perché ho chiuso davanti a lui con 5 secondi di distacco e un media di 101 km/h.
Le soddisfazioni ripagano gli sforzi.
Luigi Flamminio |
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