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Santissima Trinità
Prima lettura: Dt 8,2-3.14b-16a; Seconda lettura: 1Cor 10,16-17; Vangelo: Gv6,51-58
Danza d’amore
Molti padri della chiesa hanno tentato di carpire il grande mistero che si cela dietro la Trinità ma, con scarso successo la loro ricerca razionale ha tentato di delinearne una spiegazione logica. Magari, per il credente era più facile credere e professare un Dio unico, “Motore Immobile”, colui che mette in moto l’ingranaggio dell’esistenza. Ma ancora una volta, il Dio “secondo me” fallisce, supera di gran lunga le nostre aspettative di comprensione e quel Gesù Cristo rivela al mondo questo Dio comunione, comunità, “famiglia”. È interessante notare questo particolare, perché possiamo trarne “dritte” per la nostra vita.
Se siamo fatti ad immagine e somiglianza di Dio, come afferma la scrittura, possiamo dedurre che, in quest’ottica, la nostra esistenza si compie, trova senso, solamente nella dimensione della relazione, della comunione. Nella lettera ai Corinzi (13, 11-13), San Paolo richiama bruscamente la comunità per alcuni fatti negativi avvenuti ma, alla fine, non fa che raccomandare a quella comunità di vivere nell’amore, nella comunione d’amore concludendo con il tipico saluto trinitario che viene utilizzato all’inizio delle nostre celebrazioni: « La grazia del Signore Gesù Cristo, l'amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi. ». In pratica, come la Trinità vive questa comunione d’amore tanto da essere una “cosa sola” pur nella pluralità di persone, così noi all’interno della comunità dobbiamo essere “un unico corpo pur essendo molte membra”. Nicodemo (Gv 6,51-58), simbolo del cercatore di verità, vuole capire in che cosa consiste quest’amore del Padre. Il risultato di questa ricerca è un bellissimo dialogo con Gesù, che non nasconde il bisogno, la sete di conoscenza della verità, il desiderio di salvezza da parte del cercatore di Dio. Ed è proprio questa che Dio dona ad ogni uomo che prende parte alla danza d’amore tra il Padre il Figlio e lo Spirito Santo; la salvezza è il dono di nozze che Dio offre alla sua sposa, l’umanità.
Angelo Giordano |