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Comune
Notizie ed interviste
Intervista a Gabriele D'Angelo - seconda parte | Intervista a Gabriele D'Angelo - seconda parte |
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| Scritto da Giovanna Mancini | |
| sabato 14 giugno 2008 | |
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Pubblichiamo la seconda parte dell'intervista all'Assessore all'ecologia e ambiente Gabriele D’Angelo.
6. Quali sono le problematiche che riscontra?
Le difficoltà sono tante e abbiamo sempre cercato di affrontarle molto serenamente. Le prime riguardano sicuramente i Cittadini che hanno dovuto fare dei sacrifici per abituarsi al cambiamento. Poi ci sono i disservizi che ci vengono segnalati e che noi puntualmente cerchiamo di risolvere, cercando di far sì che certi problemi non si ripresentino.
Varie problematiche nascono dal problema dell’orario: i Cittadini devono mettere fuori i contenitori ad orari stabiliti e, quindi, devono uscire la sera o la mattina presto; d’altro canto l’appaltatore a volte passa prima e a volte dopo. Il fatto è che bisogna venirsi incontro in quanto ci sono seri problemi operativi: gli orari della discarica obbligano ad arrivare lì ad un orario stabilito in quanto essa chiude a mezzogiorno; se si trova la fila si rischia di non poter scaricare il camion che, quindi, rimane carico di rifiuti, cosa che non ti permette di continuare il servizio (se c’è ancora una parte del paese in cui non si è ancora passati) e provoca problemi legali.
I problemi con il sistema della raccolta differenziata effettuata con il metodo porta a porta sono quindi vari e prendendo in esame i disservizi dell’appaltatore che spesso mi vengono riferiti posso dire che in questi anni ho imparato ad essere al centro delle lamentele e, quindi, equidistante: se un Cittadino mi chiama e mi dice che da venti giorni c’è un sacco non ritirato, io ne prendo atto e chiamo il vigile per riscontrare il fatto; a volte, però, alcune di queste segnalazioni non sono corrette: magari c’è una lamentela riguardante il fatto che l’appaltatore non è andato in un vicolo a ritirare da una determinata abitazione e si scopre che quell’abitazione avrebbe dovuto mettere l’immondizia sul fronte strada e non lo ha fatto oppure c’è un reclamo da parte di alcuni condomini che mettono i bidoni all’interno della propria area e non nell’area pubblica esterna. Il fatto è che serve la collaborazione di tutti.
La convenzione che abbiamo con l’appaltatore prevede tre penali che si possono riscontrare tramite la vigilanza di un organo terzo: la prima sanzione si può attivare nel momento in cui il vigile riscontra che il servizio non è stato svolto (d’ufficio si manda una lettera chiedendo i motivi del disservizio e l’appaltatore ha due giorni di tempo per rispondere altrimenti parte la penale). Al raggiungimento della terza penale è prevista la rescissione del contratto. Tante volte mi sono posto questa domanda e l’ho posta in maniera chiara ed aperta anche alla Giunta ed al Consiglio: noi vogliamo rimandare a casa l’appaltatore? Lo possiamo fare, sapendo però che nel momento in cui andremo a fare un bando di gara i soldi che attualmente abbiamo in bilancio non saranno più sufficienti. E non di poco ma del 50%: il Consorzio Rifiuti di Lanciano e la CONSAC (il Consorzio Rifiuti nel Chietino) sono i referenti del prezzo di mercato ed entrambi hanno stabilito, per il sistema porta a porta, la cifra di 90.000 lire per abitante del centro, quindi 90.000 lire per 3.000 (il numero di abitanti del centro) cioè 270.000.000 di lire e 75.000 lire per abitante delle periferie quindi 75.000 lire per 1.000 (il numero di abitanti delle periferie) cioè altri 75.000.000 di lire, per un totale di 345.000.000 di lire che corrispondono a circa 175.000€. Questi sono prezzi pubblici perché sono stati fatti dei bandi a livello europeo. Se attualmente ogni famiglia paga 100€ poi ne dovrebbe pagare 200€ e quando faccio questo tipo di ragionamento, anche agli stessi Consiglieri, tutti alzano le mani e, giustamente, nessuno vuole ritocchi alla tariffa.
In ogni caso non si deve pensare che pagando 175.000€ il servizio sarà efficiente, preciso e puntuale come lo vorremmo noi: le problematiche restano più o meno le stesse. Io capisco le difficoltà degli appaltatori perché conosco bene questo settore e, come imprenditore, sono convinto che se dovessi provare a fare questo tipo di servizio, non funzionerebbe in maniera impeccabile: il personale non è motivato sia economicamente (ma anche volendo pagare bene è un tipo di lavoro che nessun ragazzo vuole fare), sia perché è un lavoro poco gratificante e apprezzato, è fisicamente pesante, è un lavoro sporco, che puzza, è un lavoro che ti impone di alzarti alle 4 di mattina e di lavorare sotto pioggia, sotto neve, sotto vento, sotto il sole.
Non si può pensare di risolvere il problema solo con i soldi: a volte si risolve più parlando con l’appaltatore e cercando insieme una soluzione, cercando insomma di non essere un ostacolo ma una persona che capisce le complicazioni e le esigenze cui l’appaltatore va incontro. Le difficoltà sono di varia natura: ad esempio quando è cominciato il servizio il gasolio costava la metà di adesso ma l’appalto dura 5 anni (ha fatto 3 anni ai primi di febbraio e scade tra 2 anni) durante i quali il prezzo stabilito deve rimanere inalterato (quindi ci sono maggiori spese non corrispondenti a maggiori entrate); l’appaltatore vorrebbe magari prendere una persona in più e non lo può fare; vorrebbe prendere un mezzo nuovo e più adatto al lavoro nel centro storico e non lo può fare perché con 6-7000€ al mese tra il gasolio e due persone non ci si esce. È importante, quindi, notare queste cose e magari a volte mettersi dall’altra parte: io sono il primo a dire che la convenzione va rispettata ma è vero anche che le condizioni in cui sono costretti a lavorare non sono delle migliori. Inoltre c’è da dire che il controllo serio deve essere effettuato sì nei confronti dell’appaltatore ma anche in quelli dei Cittadini: se il Cittadino non mette fuori la busta o lo fa quando il camion è già passato, allora devo chiamare l’appaltatore e gli devo chiedere di ripassare: a volte rincorrendo un servizio che già di per sé è molto costoso e che a farlo due volte costa ancora di più. Ci vorrebbe la collaborazione di tutti. È vero che l’appaltatore deve imparare a rispettare la convenzione ma il discorso deve esistere anche al contrario: lui potrebbe tranquillamente dire “io a quella strada ci sono già passato e non ci ripasso” o “io sono passato e ho visto una busta che non conteneva quello che doveva essere ritirato quel giorno e non l’ho raccolta”. Invece io devo chiedere se mi fa il favore di fare lo stesso il ritiro perché i contenitori non possono rimanere lungo la strada e le buste, oltre ad essere antiestetiche, non possono restare alla mercé di cani e gatti.
Con i nuovi contenitori che sono in distribuzione potranno essere svolti controlli a campione, grazie ad un codice identificativo che permetteranno, eventualmente, di sanzionare chi non rispetta le regole.
7. I cittadini si lamentano dei prezzi della tassa sui rifiuti. Perché fare la raccolta differenziata costa tanto?
Costa tanto perché il tipo di servizio costa il doppio rispetto al sistema stradale. Per nostra fortuna, adesso stiamo pagando come se fosse un sistema stradale.
Il costo è giustificato dal fatto che il porta a porta richiede più personale e mezzi appositi: quando si cammina per una strada serve una persona che va a destra e una che va a sinistra più l’operatore all’interno, nella migliore ipotesi servono già 3 persone. Poi il pomeriggio, per il servizio nelle campagne, servirebbero altre persone che cambiano il turno (anche se poi nella realtà non è così e il personale è lo stesso).
Noi dovremmo avere dei riscontri a livello di risparmio per il cittadino ma purtroppo il diminuito apporto di rifiuti in discarica serve a pagare l’appaltatore (i costi si equivalgono). Certo si dovrebbe partire dal fatto che fare la raccolta differenziata è una questione di civiltà ma il mancato risparmio si trasforma in un grosso ostacolo.
C’è da dire, inoltre, che in passato la Regione ci incentivava molto e che conferire il rifiuto tale e quale in discarica ci portava a pagare una ecotassa massima mentre facendo la raccolta differenziata la potevamo pagare ridotta: oggi questo discorso non lo si può più fare e, anzi, ci tocca riempire dei capitoli di bilancio che non erano stati previsti e che potevano essere utilizzati in altro modo.
8. I cittadini si lamentano del servizio. Cosa ne pensa? Si può fare qualcosa per migliorarlo?
Ci sono delle difficoltà obiettive ma sono convinto, perché conosco le ditte che svolgono questo servizio, che molto sarebbe migliorabile ma molto continuerebbe a rimanere com’è. Se si ha a che fare con un appaltatore umile e disponibile al confronto si risolve molto di più in questa maniera che non imponendosi con le raffiche di penali o sanzioni o quant’altro. Non bisogna arroccarsi sulla propria decisione ma ascoltare le esigenze di tutti: i problemi si risolvono parlando.
9. Cosa dovrebbero fare le Amministrazioni Regionali e Nazionali per promuovere la raccolta differenziata?
Credo intanto che sia importantissima la cooperazione tra noi Comuni e far capire che il sistema del porta a porta non deve essere applicato solo qui a Castel Frentano ma deve diventare una scelta strategica dell’intero comprensorio. A me piace confrontarmi con gli altri amministratori e scoprire così che in molti Comuni, che hanno cominciato dopo di noi, ci sono più o meno le stesse problematiche.
Un problema è che noi continuiamo a pagare l’ecotassa alla Regione e l’ecoristoro alla Provincia ma con questi soldi questi organi semplicemente ci fanno bilancio. Per legge l’ecotassa è un tributo che i Comuni che non fanno raccolta differenziata devono pagare a favore dei Comuni che invece la fanno. L’anno scorso per l’intera Regione erano disponibili 200.000€ mentre l’incasso di questa ecotassa è di diverse decine di milioni di euro. Inoltre in passato si facevano delle distinzioni tra i Comuni ricicloni e quelli non ricicloni: la Regione premiava il Comune riciclone facendo pagare 5 contro i 25 che faceva pagare al Comune non riciclone: oggi la tariffa invece è uguale! Questo, si capisce bene, non ha senso e non serve certo per incentivare la raccolta differenziata!
10. Cosa dovrebbe fare la Cittadinanza?
Soprattutto partecipare alle riunioni che organizziamo. Io non mi aspetto che i Cittadini siano felici di fare la raccolta differenziata perché quando si parla di rifiuti si parla di un argomento che dà fastidio: quello che mi aspetto è semplicemente che cresca, nel tempo, un po’ più sensibilità.
È molto bello poter guardare in faccia la Cittadinanza e vedere che ci sono delle persone, soprattutto tra le nuove generazioni, che capiscono e apprezzano ciò che è stato fatto.
Sbagliano a vedermi come un nemico: “ha tolto i bidoni e pretende che tutti ci si adegui”. Non sono un politico: sono qui nell’Amministrazione e finché ci sono voglio dare il mio contributo. Ma non sono un nemico e non mi sottraggo alle critiche: sono qui e chiunque voglia parlarmi può prendere un appuntamento.
11. Come si può creare una coscienza ecologica nella Cittadinanza? Come la si può sensibilizzare?
Il modo più semplice è parlare e spiegare perché stiamo facendo tutto questo. Spiegare perché siamo costretti da una parte, ma vogliamo anche dall’altra, cambiare il sistema è il modo migliore per far passare il messaggio: bisogna spiegare perché si devono avere 4 bidoni invece di uscire ogni tanto a buttare l’immondizia. È il metodo più diretto. Inoltre attraverso manifestazioni come “Puliamo il mondo” e attraverso dei progetti per i ragazzi delle scuole come le uscite didattiche e come il progetto “SCARTA”.
12. Perché è così importante coinvolgere i bambini e i giovani?
Perché i giovani sono la realtà del domani e perché sono l’unico veicolo che riesce a trascinare i loro genitori: agire direttamente sui genitori è difficile perché magari per tanti anni hanno vissuto con un sistema diverso e c’è una sorta di rifiuto ad accettare un sistema nuovo.
Per la formazione nelle scuole, ci sono delle figure a livello provinciale, gli agenti della polizia provinciale, che hanno in passato fatto parte di organizzazioni come il WWF o Legambiente e che quindi hanno una particolare sensibilità verso l’ambiente. Sono inoltre persone che conoscono bene la normativa e che quindi possono svolgere bene questo tipo di lavoro. Qualche anno fa li abbiamo già coinvolti grazie al Presidente Febbo che ci diede la disponibilità di alcuni funzionari (l’allora Comandante nonché Franco De Gregorio); vorrei rinnovare questa richiesta anche all’attuale amministrazione provinciale perché credo che al di là della repressione che è un compito che loro devono necessariamente eseguire è importante fare prevenzione e quale prevenzione migliore se non quella di istruire i bambini? |
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