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Intervista al primo cittadino - prima parte PDF Stampa E-mail
Scritto da Antonello Antonelli   
venerdì 18 luglio 2008
Sindaco dal 1999, Emilio Nasuti è entrato nell'ultimo anno del suo mandato come primo cittadino di Castel Frentano, dopo aver ricoperto la sua carica per due volte consecutivamente. La redazione di Castel Frentano Punto Net, a poco meno di undici mesi dalle prossime elezioni amministrative che dovranno indicare un nuovo sindaco, ha voluto incontrarlo in Comune per tracciare un piccolo bilancio della sua esperienza quasi decennale e indicare gli ultimi impegni del suo mandato.
 
Come ha trovato il paese nel 1999 e come lo lascia?
 
Ritengo che in questi anni, esaltanti e di grande impegno, Castel Frentano si sia decisamente risollevata, anche se abbiamo assistito ad un forte cambiamento sociale, che si è prodotto in pochissimo tempo: stiamo pagando infatti uno scotto generazionale, siamo in una situazione in cui si fa più piazza su Internet che all'aperto, quindi è difficile tracciare un bilancio “umano” della mia esperienza. Sono certo che in questi anni il sindaco si è messo avanti, si è speso molto, ma occorre che sia supportato da tutti gli attori principali, i cittadini, per portare avanti il lavoro di organizzazione che abbracci tutto il paese. Con dispiacere devo considerare che le nostre piazze, quando ci sono le feste, spesso si riempiono grazie alle tante persone che vengono da fuori Castel Frentano, mentre pochi sono i castellini che davvero partecipano alle varie iniziative.
Ritengo comunque che dal punto di vista strutturale il nostro paese è cresciuto notevolmente ed ha oggi un peso “politico” notevole rispetto agli altri Comuni della zona; il lavoro, su tutti i fronti, è stato tanto e mi piace sottolineare un dato che ci pone in una situazione di eccellenza: ormai siamo stabilmente inseriti tra i 10 Comuni più “ricicloni” d'Italia; un impegno che è stato duro, ma che sta dando i suoi frutti.
Quanto alle strutture, non posso che citare il rifacimento completo del centro storico, la realizzazione e il completamento di una struttura sportiva fruibile (nuova tribuna dello stadio di via Olimpia e sottostanti tribune), il miglioramento della viabilità: dieci anni fa avevamo ancora il 60% delle strade comunali in polvere, ora invece sono tutte asfaltate. Le opere si vedono e ci sono, non sono, come qualcuno si ostina a sostenere, solo opere “elettorali”. Pensiamo alle scuole: oggi sono tutte a norma perché rifatte integralmente e sul versante dell'educazione non va dimenticato che abbiamo investito 150 mila euro per la realizzazione della nuova scuola materna di via Fonte Profice e per lo sviluppo delle classe intermedia tra il nido e la materna (sezione “Primavera”).
Ovviamente, in questo periodo ho visto anche scemare qualche circostanza e non posso che dolermene: la villa era stata rifatta, con i giochi e le strutture adatte, ma poi i vandali hanno vanificato i nostri sforzi rendendo il parco pubblico come è oggi. È la situazione che mi fa più male rilevare. Non dimentichiamo anche che il momento storico che la mia amministrazione si è trovato a vivere e fronteggiare è stato di massima criticità per la situazione finanziaria dello Stato e, di conseguenza, del Comune, che riceve sempre meno trasferimenti dall'amministrazione centrale. Si poteva fare certo di più, non lo nego, ma l'aspetto più soddisfacente del mio mandato credo sia stato il dialogo continuo con il cittadino: credo che tutti abbiano il mio numero di cellulare e nessuno può dire che non ho risposto alle richieste ed alle telefonate.
 
Tra le eccellenze che citava, c'è la raccolta differenziata dei rifiuti, che certamente fa onore al Castel Frentano.
 
Nella raccolta porta a porta, una scelta che abbiamo fatto con coscienza anche andando incontro alle prevedibili perplessità e critiche di quando si vanno a toccare abitudini consolidate, siamo senza dubbio primi in assoluto: occorre comunque migliorare la cultura della differenziata e dell'educazione ecologica. Troppo spesso succede che, nonostante sia attivato da tempo il servizio gratuito di raccolta degli ingombranti, ci sono ancora cittadini che vengono sorpresi a gettare i rifiuti ferrosi in maniera illegale. Non dobbiamo mai dimenticare che la raccolta differenziata permette a Castel Frentano di fare investimenti diversi. Ma, ribadisco, che culturalmente dobbiamo fare ancora un salto tutti insieme.
 

Castel Frentano è una cittadina in pieno sviluppo urbanistico e con un trend positivo di crescita della popolazione.

La nostra è effettivamente una cittadina che cresce e lo fa con popolazione indigena e non con gli immigrati: tanti bimbi frequentano le scuole ed anche per questo ho scelto con la mia amministrazione di creare un nuovo polo scolastico, moderno ed attrezzato. Inoltre, abbiamo messo in campo diverse azioni per incentivare le nascite ed accogliere anche i nuovi cittadini. Per tutti i nuovi nati c'è una Pigotta dell'Unicef, con la quale sosteniamo anche i progetti in favore dell'infanzia nei Paesi sottosviluppati: per consegnarla entriamo in tutte le case del paese e di conseguenza incontriamo fisicamente tutte le persone, soprattutto quelle che non sono originarie di Castel Frentano, per le quali da qualche tempo abbiamo pensato ad un cocktail di benvenuto. Nel 1999 il nostro paese contava 3900 abitanti, mentre a tutt'oggi siamo quasi 5000, livello che probabilmente raggiungeremo nel 2009. Con i nuovi cittadini arrivati c'è stata prioritariamente una conoscenza diretta ed immediata e credo che uno degli impegni da prendere sarà quello di puntare a ricostituire la “piazza” come luogo del ritrovo dei castellini, anche se non è semplice vista la differenza che si genera. Le strutture qui potrebbero esserci, molte già ci sono, ma spesso sono le persone che mancano: questi i problemi dei centri di aggregazione, che a Castel Frentano non funzionano troppo bene. Quelle per la cittadinanza sono attività che presuppongono voglia, abnegazione, desiderio: personalmente, non mi risulta che io abbia detto no una sola volta a coloro che mi chiedevano una mano per movimentare il paese. Un esempio è quello della biblioteca in piazza: è stata un'idea, ma occorre sfruttarla.

Antonello Antonelli

 

 
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