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Solennità dell'Assunzione della B.V. Maria |
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Scritto da Angelo Giordano
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venerdì 15 agosto 2008 |
Risulta incomprensibile a molti il significato del verbo “assunta” riferito alla vergine Maria. Eppure il senso di fede comune che ha alimentato il cristianesimo sin dalle sue origini contemplava questo mistero: Maria assunta in cielo. Nella liturgia sia in oriente che in occidente, ne viene fatta menzione fin dal sec. VII. L’Assemblea di Dio credeva e crede, come afferma Pio XII, non solo che le spoglie mortali della Vergine Maria siano state preservate dalla corruzione del sepolcro, ma anche il fatto che Maria ha trionfato sulla morte ed è stata già glorificata. Ma come affermano bene le letture odierne, in particolar modo quella di S. Paolo ai Corinzi, questa gloriosa sorte toccherà a ciascuno: «tutti riceveranno la vita in Cristo». Allora di questa donna, giovane ragazza, grande perché capace di accogliere un compito che non avrebbe mai immaginato, dobbiamo imitarne la sua docilità a Dio.
Il cristiano è colui che dopo aver eliminato il suo egoismo si apre a Dio e ai fratelli. Maria ha dato la sua intera esistenza per il progetto di Dio e per il bene della sua gente anzi di tutti i popoli della terra. Il cristiano è colui che riconosce e proclama le meraviglie di Dio operate e operanti nel tempo, riconosce che in fondo la via basata sull’egoismo conduce all’auto annientamento e l’unica via che conduce alla vita consiste nell’avere un cuore docile, aperto, umile e povero. Sono i punti cardine esaltati nel Magnificat, sono l’accesso alla dimensione di Dio, molto diversa da quella degli uomini ma non impossibili da cogliere e da mettere in pratica. Questa festa vuol comunicare tale messaggio sempre attuale per l’amante di Dio, per chi, pur non ancora credendo, lo cerca con cuore sincero, per chi, come questa “umile alta” ragazza, Maria, offre nella quotidianità la sua vita a Dio.
Angelo Giordano |